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Il pedigree del cane

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Il pedigree del cane

Il pedigree (certificato d’iscrizione ai libri genealogici) è l’unico documento che attesta l’appartenenza di un cane ad una determinata razza; è una sorta di carta d’identità dell’animale , o meglio uno stato di famiglia dal quale si riesce a risalire ai suoi avi. Esistono pedigree più o meno “importanti” proprio sulla base di chi è stato progenitore, magari blasonato, di un determinato cane.

In Italia è l’E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), affiliato della F.C.I. (Federazione Cinofila Internazionale) l’ente che cura l’iscrizione di un cane ai libri genealogici.

Ogni pedigree ha, oltre al numero d’iscrizione al registro, una serie di dati relativi a quel determinato soggetto:
razza
nome
sesso
data di nascita
colore del mantello
allevamento di provenienza
nomi dei suoi avi
numero del tatuaggio o del microchip
dati relativi al proprietario

Avere un cane con il pedigree significa dover seguire attentamente tutta una serie di adempimenti burocratici, indispensabili poi al mantenimento del pedigree stesso per i suoi cuccioli.
Il Libro Origini Italiano (attuale ROI ex LOI) è il registro nel quale sono iscritti i cani purosangue e annotati i dati genealogici.

Il regolamento dei libri genealogici italiani all’articolo 7 dice:
“Possono essere iscritti al LOI:
1.i cani nati in Italia da genitori iscritti al LOI. Le fattrici importate in Italia devono essere trasferite al LOI su presentazione del documento di origine estero. Se invece il padre dei cani da iscrivere nel LOI si trovasse all’estero, essendo di proprietà di persona residente fuori dall’Italia, dovrà esserne documentata la genealogia attraverso il relativo certificato d’iscrizione in un registro riconosciuto dalla FCI o da una copia ufficiale di tale documento, e non sarà necessaria la sua trascrizione al LOI;
2.i cani provenienti dall’estero e passati in proprietà di italiani, purché già iscritti in un libro genealogico straniero riconosciuto dalla FCI come equivalente al LOI italiano, e la cui iscrizione e relativo passaggio di proprietà siano documentati dal relativo Certificato ufficiale d’iscrizione;
3.i cani la cui ascendenza di almeno tre generazioni sia documentata dall’iscrizione al Libro Italiano Riconosciuti (LIR) e che abbiano conseguito in Esposizione riconosciuta la qualifica di almeno Molto Buono (MB) in classe singola od il Certificato di Tipicità (CT) in classe LIR; e ciò ai sensi dell’art.

11 del presente regolamento;
4.i cani delle razze tipiche italiane, già iscritti nel LIR, se proclamati Campioni di Bellezza, acquistano il diritto di essere iscritti nel LOI.”

Il Libro Italiano Riconosciuti (attuare RSR ex LIR) è invece il registro in cui vengono iscritti i cani dei quali non risulti l’origine impura e che hanno caratteri di tipicità tali da farli ritenere di razza pura, nonché i cani provenienti dall’estero e già iscritti ad un libro genealogico straniero riconosciuto come equivalente a quello italiano.

Se vi trovate nella condizione di avere una fattrice con pedigree e una cucciolata da registrare è bene che vi affidiate ai consigli di un veterinario e di una filiale dell’ENCI: la burocrazia è interminabile!
Lo scopo è comunque quello di mantenere le caratteristiche delle singole razze, senza commistioni di alcun genere.
In questo modo il mondo canino si divide unicamente in cani con pedigree e cani senza pedigree, alias cani di razza e cani che di razza non sono.

Si tratta di una distinzione semplice che dà un valore anche economico agli stessi animali e ai loro cuccioli: questi ultimi, in caso di pedigree blasonati, possono arrivare a valere migliaia di euro.

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