Il perché della filosofia II

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Il perché della filosofia II

cieloLe cose vengono guardate dall’insieme stesso della materia: simboleggiano una scultura di rilievo marmoreo. Pitagora si occupò innanzitutto di matematica, ma arrivò ben presto ad occuparsi di filosofia, dello stato di essere mutevole delle cose e della materia intrinseca. Si può affermare che soltanto l’essere umano è filosofo e si interroga incessantemente sullo stato vero e proprio sulla temporalità degli eventi naturali e, a volte, su quelli soprannaturali.
Esistono poi molte altre domande esistenziali, concernenti la natura stessa della psiche dell’essere umano che vive e vegeta sul pianeta terrestre, ma non si interroga sul perché della propria esistenza. Abiura la realtà stessa delle cose, dipinge un quadro immenso e astratto, simboleggia l’illogicità stessa delle cose. Si immerge nella vasca dorata dell’immensità, per provare la metamorfosi del pensiero infinito e puro. E, l’infinito cosa rappresenta? Segna la fine del pensiero e muta in base allo stato dinamico dell’essere. Sofisticata e plausibile creatura: virgulto del pensare umano e non.

Essere nuovo dell’Era 2.0.
Per Aristotele (vissuto intorno al 400 a.C.) la filosofia è la ricerca stessa dell’essere. Si identifica con il bisogno primario dello spirito umano. È una sequenza pressoché interminabile di domande e quesiti veri e propri.
Seneca affermava che la filosofia splende per tutti noi: non respinge alcunché, ci proietta soffusamente nello spazio alla ricerca perenne degli interrogativi esistenziali che dominano sommessamente in ognuno di noi. Potremmo, dunque, affermare che la vita umana è una grande scommessa. Quasi, come incedere al volere magico dell’anima stessa dell’essere umano. La ragione umana muta in base all’evolversi dei quesiti esistenziali. Nascere, vivere, morire: sequenza algebrica dai connotati mutevoli; diramazione onirica di getto impressionista. Apoteosi dello spirito, blasfema tendenza dell’immensità celeste. Spazio plausibile e incircoscritto lamento umano.
Pascal, grande scienziato vissuto nel 1700, inventore della calcolatrice, fine intellettuale; molto conosciuto nei salotti “buoni” delle città, affermò che la scienza non dava tutte le risposte esaurienti ai grandi perché della vita.

La vita è qualcosa di estremamente complesso, sta a simboleggiare qualcosa di estrinseco, dipinge immensamente una sequenza algebrica di colori. Essenza umana vera e pura. La rivoluzione scientifica ha scoperto un elemento del tutto nuovo a priori: l’Universo è praticamente infinito. Quest’ultimo si sovrappone all’immensità nostrana, alla nostra dolce stato di essere delle cose. Lo spazio abiura la realtà, sconfigge la logica massimalista del sapere nuvoloso. Il cielo è eterno: immenso; simboleggia la regalità nuova delle cose. Invita l’essere umano a percorrere un itinerario esistenziale alla ricerca stessa della vera ragione dell’esistenza celeste: il cielo e l’immensità soffusa e persino un po’ offuscata dalla globalità stessa delle cose. Immensità discutibile, a priori: irreale.
“Chiunque considera giusta l’affermazione che la filosofia è una questione della ragione. Ma forse tale affermazione è una risposta affrettata alla domanda: che cos’è la filosofia?”, (M. Heidegger, Che cos’è la filosofia?, Melangolo, Genova, 1981, 11).
La filosofia a volte viene esaltata come un pensiero soave e imponente, ma in realtà provoca un gran tormento interiore: simboleggia la luce soffusa che proviene dalla parte interiore della nostra anima.

Simboleggia l’eterno scontro tra la razionalità e l’irrazionalità stessa delle cose. Soltanto l’essere soprannaturale può fare e disfare il materialismo stesso delle cose. Gli oggetti non hanno un’anima, sono puri oggetti di metallo pregiato o non. I parametri economici sono illogici, esaltano la materia allo stato puro. Materialismo incircoscritto. Fine stessa dell’essenza vera del cuore umano: vita vera e pura della personalità. Certezza stessa dell’amore umano, dei sentimenti che intercorrono tra due persone, di diverso sesso e con differenze socio-culturali alquanto variegate.
Il respiro umano delinea qualcosa di nuovo, ci proietta in un viaggio immaginario con un’ipotetica macchina del tempo, alla riscoperta del passato, ma al contempo lanciati all’immaginazione fervida del futuro. Domani? Dopodomani? Boh…mistero esistenziale.

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