Il periodo dei ciliegi in Giappone COMMENTA  

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Quando arriva la Primavera, l’intero Giappone, dal Kyushu allo Hokkaido, entra in fermento: uno dei simboli storici sta per rivelarsi. Stiamo parlando dei fiori di ciliegio, che attirano molte famiglie a gite fuori porta. Infatti in molte persone si mettono in viaggio per prendere ad uno degli eventi più significativi e meravigliosi che la natura mette a disposizione. Come spesso accade quando si parla di cultura giapponese, tutto comincia in Cina. Durante il periodo Heian (794-1191) infatti vengono importate molte pratiche nobili tra cui quella dell’osservazione dei fiori, da cui prende appunto origine il termine che vedremo più avanti cioè “Hanami”. A onor del vero l’albero da fiore prediletto era quello della prugna, che piano piano nel corso dei secoli è stato sostituito dal ciliegio, in giapponese Sakura.

La varietà più diffusa in Giappone è la Somei Yoshino, un ibrido delle qualità Prunus speciosa e Prunus subhirtella, i cui fiori intesamente bianchi manifestano solo marginalmente il classico colore rosa. La varietà trae la sua origine dal villaggio di Somei, l’attuale Toshima, vicino a Tokyo, a metà del diciannovesimo secolo, tra la fine del periodo Edo (antico nome di Tokyo) e l’inizio del periodo Meiji.

L’albero può raggiungere altezze che vanno da 5 a 12 metri circa, ha dei fiori che si presentano a grappoli di di cinque-sei, misurano circa 3 centimetri di diametro, molto profumati, fioriscono all’inizio della primavera
iapponese ha da offrire.

Il periodo migliore per ammirarli è dal 27 marzo al 5 aprile.

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