Il pianeta diviso: la mappa dei muri del pianeta COMMENTA  

Il pianeta diviso: la mappa dei muri del pianeta COMMENTA  

La scorsa settimana, il Corriera della Sera ha pubblicato una mappa indicante tutte le barriere costruite, in fase di realizzazione o in progetto di tutto il pianeta.


La cartina, reperibile all’indirizzo http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_17/tutti-muri-mondo-eb5c054e-5d39-11e5-aee5-7e436a53f873.shtml, mostra con grande chiarezza come la recinzione con filo spinato appena completata dal governo ungherese di Viktor Orban, per quanto criticabile e criticata, non sia affatto un caso isolato.


I muri presenti nel mondo sono infatti molti più di quanti si creda.

Uno dei più famosi, ad esempio, è quello realizzato dagli USA lungo il confine meridionale con il Messico, ad oggi in fase di completamento, mentre è molto meno noto il fatto che il Messico stesso intenderebbe costruire un muro lungo il proprio confine meridionale con il Guatemala, che avrebbe la stessa funzione, di fatto, di quello americano.


Più a sud, anche il Brasile vorrebbe realizzare una barriera a protezione dell’intero confine interno, in questo caso con intenti anche di lotta alla criminalità organizzata.

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In Africa, invece, il Sudafrica ha già realizzato un muro lungo il confine con il Mozambico e avrebbe intenzione di fare altrettanto lungo il confine con lo Zimbabwe a nord, cosa che invece ha già fatto il vicino Botswana.

Un muro sarebbe in programma, sempre in questa zona, fra Namibia e Angola, così come, più a nord, fra Kenya e Somalia.

Nell’Africa settentrionale, colpisce la posizione del Marocco, che intenderebbe chiudere per intero i propri confini con la vicina Algeria e con la zona sahariana a sud.

Tunisia e Algeria, per contro, vorrebbero fare altrettanto con la vicina Libia, ad oggi ancora nel caos più completo.

Una delle zone con più barriere potrebbe diventare in futuro il Medio Oriente, con la Turchia che vorrebbe proteggersi dalla Siria, la Giordania dall’Iraq, l’Arabia Saudita dall’Iraq, dal Qatar, dallo Yemen e dall’Oman, oltre ai progetti di chiusura del confine fra Oman e Yemen stessi.

Più a est, Afghanistan e Pakistan potrebbero rimanere chiusi fra i muri eretti lungo il confine con l’Iran, l’India e l’Uzbekistan, mentre quest’ultimo controlla già ora le frontiere con Kazakistan e Turkmenistan.

Anche il Bangladesh potrebbe rimanere chiuso fra i muri eretti da India e Birmania, così come è già allo stato attuale per la Corea del Nord, chiusa a nord dalla Cina e a sud dall’altra Corea.

Facile osservare come muri, barriere e controlli siano posizionati in modo da proteggere le zone più ricche da quelle più povere, determinando una sostanziale condanna dell’immigrazione di tipo economico.

Mentre l’Unione Europea si domanda quale risposta dare all’emergenza profughi, il resto mondo, nonostante molti proclami (non ultimo quello proveniente proprio dagli USA), sembrerebbe avere già preso posizione.

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