Il Piemonte contro il Governo cinese

Torino

Il Piemonte contro il Governo cinese

La bandiera del Tibet resterà esposta fino al 10 marzo nell’atrio del palazzo della Regione Piemonte, in Piazza Carignano. Questo è il seguito di un’iniziativa promossa dalla Regione, in occasione del 53° anniversario dell’insurrezione di Lhasa.

Un’azione pregevole, una condanna delle azioni non di una nazione o di un popolo, ma di un governo palesemente anti-democratico, anti-liberalista, anti-libertario, accentratore, ipocrita nel suo autodefinirsi “repubblica”.

Un governo promotore di una politica definita da alcuni “ipercapitalistica” che ha come risultato l’opprimere la fascia più bassa della sua popolazione, che vede fuggire i propri milionari all’estero (è di pochi giorni fa la notizia delle cifre dell'”esodo ricco” dalla Cina verso l’Occidente).

Un governo, infine, artefice di una politica di stampo imperialista, come ben mostrano le vicende tibetane dal 1950 a oggi. E’ di ieri la notizia di una donna del Sichuan, madre di tre figli, datasi fuoco per protesta chiedendo il rientro del Dalai Lama in Tibet.

Ci si può solo augurare che la virtuosa azione di condanna venga seguit da altre patrocinate da enti più grandi e riconosciuti e, soprattutto, da fatti.

Vittorio Nigrelli

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