Il pirotecnico 6-5 del 6 novembre del 1949 tra Inter e Milan - Notizie.it

Il pirotecnico 6-5 del 6 novembre del 1949 tra Inter e Milan

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Il pirotecnico 6-5 del 6 novembre del 1949 tra Inter e Milan

Faas Servas Wilkes
Faas Servas Wilkes

C’è un precedente, nella storia del derby di Milano, di cui si continua a parlare ancora oggi, a distanza di tanti anni. Stiamo parlando della gara disputata il 6 novembre 1949 e terminato con 6-5 pirotecnico, che mise a serio repentaglio le coronarie di chi ebbe la ventura di assistervi. Una partita come quella, probabilmente, oggi sarebbe irripetibile, ma chissà che evocare quella incredibile gara, non possa servire a risvegliare ricordi di un calcio pane e salame, di cui oggi si è persa traccia, nell’era della tecnologia e delle partite studiate a tavolino come se fossero una battaglia campale. La prima cosa da ricordare, riguarda proprio il torneo 1949-50, il primo dopo la terribile sciagura che aveva privato il calcio italiano del Grande Torino. I granata aveva stabilito una dittatura ferrea sul calcio italiano nel periodo dal 1942-43 in poi e la loro scomparsa, anche se sembra terribile dirlo, aveva riaperto i giochi per le concorrenti, le quali, dal canto loro, avevano largamente provveduto a rinforzarsi, sfruttando nella maniera migliore le possibilità offerte dalla riapertura delle frontiere.

E mentre la Juventus aveva pescato in Sud America, con Martino e nell’Europa del Nord, con John Hansen, il Milan aveva guardato alla Svezia, andando a prelevare il famoso trio formato da Gren, Nordhal e Liedholm, mentre l’Inter aveva ingaggiato l’olandese Wilkes e l’apolide Nyers, rafforzandosi in maniera eccezionale. Ne era risultato un campionato bellissimo, finalmente aperto a più opzioni dopo la dittatura feroce del Grande Torino e gli sportivi italiani avevano risposto alla grande, riempiendo gli stadi della penisola. Ma quello che successe il 6 novembre del 1949, era fuori da ogni immaginazione, anche se qualcosa si poteva intuire dal dislivello tra gli attacchi formidabili delle due squadre e difese non all’altezza degli stessi. Tanto che nei pronostici della vigilia, i commentatori non esitavano a definire difficile il compito spettante ai due pur forti centromediani, Giovannini e Tognon. Appena entrate in campo, sotto la guida dell’arbitro romano Orlandini, Inter e Milan dimostrarono immediatamente di volersi sfidare a viso aperto.

L’inizio fu tutto del Milan, capace di andare due volte in rete nei primi sette minuti dell’incontro, con Candiani, il quale aveva pensato bene di farsi rimpiangere dai vecchi tifosi e di ricordare loro le sue doti di realizzatore. Non pochi tra i sostenitori nerazzurri furono presi dal panico vedendo la propria squadra sul punto di sbriciolarsi di fronte alle offensive del Milan, ma al decimo, il solito Nyers, riuscì ad accorciare le distanza. La sua rete, sembrò subito trasformarsi nel proverbiale fuoco di paglia quando prima Liedholm e poi Nordhal portarono a quattro le reti rossonere. A questo punto, però, il Milan abbassò la guardia e il suo errore fu clamoroso, visto il potenziale offensivo dell’Inter. In particolare, fu sottovalutato Amadeo Amadei, appena arrivato dalla Roma, anche se la seconda rete del fornaretto fu interpretata come una semplice casualità dai rossoneri. Una nuova segnatura di Nyers, su rigore, accordato da Orlandini per l’atterramento del solito Amadei, lanciato a rete da Wilkes, spiegò chiaramente come non lo fosse.

Il match, a questo punto, era del tutto riaperto, come si sarebbe incaricata di dimostrare la seconda parte della gara. In appena cinque minuti l’Inter completò la sua rimonta, sempre con Amadei e a quel punto le marcature e i machiavellismi tattici saltarono del tutto. La condizione psicologica delle due squadre era però del tutto mutata, come dimostrò rapidamente la rete del clamoroso sorpasso, messa a segno da “Veleno” Lorenzi quando ancora doveva scoccare il quarto d’ora della ripresa. Stavolta, a reagire fu il Milan, che riprese ad attaccare con la forza della disperazione, mettendo in luce i problemi difensivi dell’Inter. Su una lunghissima rimessa laterale di Liedholm, infatti, la retroguardia interista consentì a Gren di prolungare di testa per Annovazzi, il quale precedette l’uscita disperata di Franzosi e depositò la palla in fondo al sacco. La gara non era però terminata, tanto che dopo soli cinque minuti, era ancora lo scatenato Amadei a ripristinare le distanze, riprendendo la palla respinta dal palo su un forte tiro di Campatelli.

Era il diciannovesimo del secondo tempo, ma stavolta era davvero finita, anche se il Milan, ebbe due grandi occasioni per pareggiare di nuovo il conto, con una clamorosa traversa di Candiani e un tiro bloccato da Franzosi quando probabilmente la palla aveva già oltrepassato la linea fatale.
Naturalmente, il ricordo di una partita simile, serve solo a ricordare la bellezza di un gioco che sfugge ad ogni logica, però, hai visto mai?

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