Il policentrismo culinario e culturale di Napoli

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Il policentrismo culinario e culturale di Napoli

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Le famose catene americane di Starbucks e KFC stanno chiudendo gli accordi per sbarcare a Napoli

Nessun timore per i tradizionalisti: la forza del capoluogo partenopeo è sempre stata l’inclusione

MANCA SOLO LA FIRMA – E’ con questa espressione presa dal gergo calcistico che potremmo definire lo stato delle trattative tra Starbucks e l’Italia e tra KFC e Napoli per l’importazione nello stivale di punti vendita e prodotti dei marchi annessi. Se infatti la famosa azienda delle alette di pollo fritte è già sbarcata a Roma e Torino, per il marchio che ha esportato il caffè lungo in oltre 21.000 punti vendita nel mondo manca poco alla chiusura del contratto con la controparte italiana. Per Assurdo, Napoli non è citata in nessuna delle due trattative ma è assolutamente sottintesa: da KFC fanno sapere che i prossimi punti vendita saranno in Campania e Lombardia, e finora le aperture hanno riguardato solo capoluoghi di regione, mentre Starbucks ha intenzione di fare un grande lancio nei principali capoluoghi, ed è quasi impossibile che Napoli possa mancare all’appello.

LA STORIA SMENTISCE I TIMORI – Molte le voci che si sono levate alla notizia, soprattutto critiche, condensate nella paura della perdita di appeal dei prodotti tradizionali.

Basterebbe conoscere un po’ la storia però per tranquillizzarsi: per KFC quello di Napoli sarebbe addirittura un ritorno, dato che la prima filiale italiana del marchio fu attiva proprio a Napoli negli anni ’60. Mentre l’ideatore di Starbucks decise di dar vita all’impero del caffè proprio dopo essersi innamorato del caffè qui in Italia. La cucina viaggia, in un modo impossibile da fermare, oltre le guerre e le bandiere, e le stesse tradizioni napoletane, come il babà, furono create in Oriente prima di arrivare a Napoli. Il capoluogo partenopeo è forse in assoluto il più permeabile dal punto di vista culturale e culinario e ha basato spesso il suo prestigio sulla rielaborazione unica delle tradizioni esterne. Ben vengano quindi nuovi marchi: saranno nuove occasioni di crescita in molti sensi.

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Modestino Picariello 758 Articoli
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