Il popolo del 12,9%

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Il popolo del 12,9%

??????????Nella patria di Guido d’Arezzo e Pier Giorgio Perotto (il primo inventò le note musicali, l’altro il pc), cioè quell’Italia che diede i natali a Dante, Caravaggio e Perlasca, una nuova razza ha messo radici. Non è un popolo che arriva da lontano con tradizioni completamente differenti dalle nostre o con usanze incomprensibili ai nostri occhi, ma è un popolo silente, poco considerato e spesso dimenticato. Non hanno attraversato oceani o montagne, ma sono arrivati direttamente con una corriera nostrana di nome “crisi” e con un biglietto di sola andata. Genitori e figli condannati alla carità. Il numero di questi profughi dignitosi, licenziati o in cerca di occupazione è di 3. 293.000, ma stando alle ultime statistiche dell’Istat il numero è purtroppo crescente. Questa drammatica cifra, citata ogni tanto da qualche quotidiano per scopi politici o da qualche politico per scopi quotidiani, ha il sapore del distacco, lo si legge tra le righe l’evidente retorica paladinica del: «Noi avremmo saputo fare meglio», ma tutto questo al popolo del 12,9% non serve a nulla.

Quarantenni smarriti nel labirinto della precarietà, altri assistiti da associazioni di quartiere e gli ultimi, quelli meno fortunati, in attesa che qualcosa se li porti via. Raccolte alimentari di solidarietà identiche a quelle fatte nei Paesi africani, sfratti esecutivi a chi ha reddito zero, ammalati e anziani presi a calci nel posteriore da una pietà fredda come il vetro. Italiani ghettizzati da una politica ormai viziata e priva di scrupoli verso ognuno. Uomini e donne privati di un lavoro, non importa quale, che possa dare loro un reddito e la preoccupazione di pagare le bollette di fine mese o la retta dei figli, non il dilemma di dove andare ad agosto in vacanza o a quale borsa di Hermes comprare.

Sono tante, troppe le storie di questo popolo figlio dei nostri padri. Persone private del diritto di vivere normalmente in una esistenza di quotidiana sopravvivenza nel procacciarsi un pasto, che ben poco si discosta dalla storiella della gazzella e del leone.

Ma è sempre meglio non parlarne, come chi ha un tumore o un figlio sbandato, che per non apparire meno perfetto di altri non lo menziona mai.

Percentuali, quelle rese note ogni tanto, scritte solo per fare statistica, nulla più. Uno tra i mali peggiori del nostro tempo, l’indifferenza, ormai ha divorato la fiducia di chi sperava di svegliarsi ‘occupato’, non costretto a chiedere aiuto a familiari o amici se ancora ne ha. Il popolo del 12,9% non può nemmeno appellarsi a leggi europee sulla razzialità. Non può chiedere neanche asilo. Probabilmente è giunto il momento di alzare la testa e guardare negli occhi queste persone identiche a noi per credo religioso, per la stessa identica adorazione nel gustare le lasagne fatte dalla mamma e per tifare gli Azzurri ai prossimi mondiali, dopotutto anche loro hanno studiato nei nostri banchi chi era Petrarca.

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