Il possibile default ungherese porta sul fondo i titoli bancari italiani - Notizie.it

Il possibile default ungherese porta sul fondo i titoli bancari italiani

Economia

Il possibile default ungherese porta sul fondo i titoli bancari italiani

Una immagine della Borsa
Una immagine della Borsa

Le perdite registrate ieri, sono state accompagnate oggi da una nuova seduta negativa sulle principali piazze finanziarie europee. Maglia nera per Piazza Affari, che va a picco a causa dei titoli bancari che fanno registrare perdite record. A Milano il Ftse Mib perde il 3,65% a 14.767,62 punti, mentre l’All Share perde il 3,52% affondato dalle vendite che colpiscono tutto il settore creditizio. Proprio le banche contribuiscono per la massima parte alla giornata nera, con Unicredit che è stata nuovamente sospesa dalle contrattazioni con un ribasso teorico del 17,23%. Non va molto meglio al Banco Popolare (-10,57%), mentre sono pesanti le perdite di tutto il settore, con Intesa Sanpaolo che lascia sul terreno il 7,25%. Il listino vede una sola eccezione, quello della Fiat (+2,72%), la quale si giova del raggiungimento, annunciato questa mattina, di quota 58,5% nella partecipazione in Chrysler. Anche i titoli di stato italiani, tornano sotto pressione.

Lo Spread sui Btp italiani decennali rispetto ai Bund tedeschi ha sfondato quota 520 punti base, per poi assestarsi a 523. A mandare a picco le banche italiane, hanno concorso le notizie di un possibile prossimo default ungherese, i cui titoli di Stato, tradizionalmente sono appannaggio di alcuni istituti bancari del nostro paese, oltre che di quelli di Austria e Germania. I titoli di Intesa Sanpaolo e Unicredit sono in calo a due ore dalla chiusura della seduta rispettivamente del 7,4 e del 16,8 per cento. A rendere complicato il momento di Unicredit, pesa anche l’aumento di capitale lanciato ieri, ma i due istituti italiani hanno una forte presenza nel paese magiaro, che scontano in maniera pesantissima. Intesa controlla infatti Cib Bank, quinto istituto del paese con 145 filiali mentre Piazza Cordusio ha 134 filiali. Presenza diretta a parte, adesso resta da capire qual è la quota di debito ungherese in mano a istituzioni estere, e in quali Paesi essa sia allocata, per capire l’ampiezza del possibile contagio, che già fa tremare le istituzioni finanziarie europee.

In riferimento alla situazione del nostro paese, viene spontaneo affermare che piove sul bagnato.

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