Il Programma di Rivoluzione Civile

Roma

Il Programma di Rivoluzione Civile

Prc e Pdci , sono gli unici partiti di sinistra ad appoggiare la “Rivoluzione Civile” di Ingroia, Sel e Pd hanno invece preferito lo strano gemellaggio con le politiche liberiste di Monti.

A chi solleva dubbi circa la coerenza tra sinistra e la lista “giustizialista” va ricordato che Ingroia rappresenta un baluardo della cosiddetta “giustizia giusta”, quella della lotta alla mafia, uno dei temi caldi da sempre vessillo della sinistra. Il magistrato ha altresì sfidato le “istituzioni marce “quando ha cercato di fare chiarezza tra la losca Trattativa Stato-Mafia. Ricordiamo che la sua professionalità è stata premiata con l’allontanamento dalla Procura di Palermo ed un incarico in Guatemala per conto dell’Onu.

Basta questo singolo episodio per far capire che forse le istituzioni che vuole combattere Ingroia nascondono qualche scheletro nell’armadio e che forse il suo giustizialismo gioverebbe a chi ha bisogno di reale protezione.

A seguire il programma elettorale di Rivoluzione Civile:

  • Per l’Europa dei diritti, contro l’Europa delle oligarchie economiche e finanziarie.

    Vogliamo un’Europa autonoma dai poteri finanziari e una riforma democratica delle sue istituzioni. Siamo contrari al Fiscal Compact che taglia di 47 miliardi l’anno per i prossimi venti anni la spesa, pesando sui lavoratori e sulle fasce deboli, distruggendo ogni diritto sociale, con la conseguenza di accentuare la crisi economica. Il debito pubblico italiano deve essere affrontato con scelte economiche eque e radicali, finalizzate allo sviluppo, partendo dall’abbattimento dell’alto tasso degli interessi pagati. Accanto al Pil deve nascere un indicatore che misuri il benessere sociale e ambientale

  • Per la legalità e una nuova politica antimafia che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento ma l’eliminazione della mafia, che va colpita nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a partire da quello politico. Il totale contrasto alla criminalità organizzata, il rispristino del falso in bilancio e l’inserimento dei reati contro l’ambiente nel codice penale sono azioni necessarie per liberare lo sviluppo economico.
  • Per la laicità e liberà.

    Affermiamo la laicità dello Stato e il diritto all’autodeterminazione della persona umana. Siamo per una cultura che riconosce le differenze. Aborriamo il femminicidio, contrastiamo ogni forma di sessismo e siamo per la democrazia in genere. Contrastiamo l’omofobia e vogliamo il riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere del genere. Contrastiamo ogni forma di razzismo e siamo per la cittadinanza di tutti i nati in Italia e per politiche migratorie accoglienti

  • Per il lavoro. Non vogliamo più donne e uomini precari. Siamo per il contratti collettivo nazionale, per il rispristino dell’art.18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Vogliamo creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e della detassazione delle tredicesime.

    Vogliamo difendere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro

  • Per le piccole e medie imprese, le attività artigianali e agricole. Deve partire un grande processo di rinascita del Paese, liberando le imprese dal vincolo malavitoso, dalla burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy
  • Per l’ambiente. Va cambiato l’attuale modello di sviluppo, responsabile dei cambiamenti climatici, del consumo senza limiti delle risorse, di povertà, squilibri e guerre. Va fermato il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come Tav in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. Va impedita la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Va valorizzata l’agricoltura di qualità, libera da ogm, va tutelata la biodiversità e difesa degli animali. Vanno creati posti di lavoro attraverso un piano di risparmio energetico, ,lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per una mobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog
  • Per l’uguaglianza e i diritti sociali.

    Vogliamo eliminare l’Imu sulla prima casa, estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Vogliamo colpire l’evasione fiscale e alleggerire la pressione fiscale nei confronti dei redditi medio-bassi. Vogliamo rafforzare il sistema sanitario pubblico e universale ed un piano per la non-autosufficienza. Vogliamo il diritto alla casa e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Vogliamo un tetto massimo per le pensioni d’oro e il cumulo pensionistico. Vogliamo abrogare la controriforma pensionistica della Fornero, eliminando le gravi ingiustizie generate, a partire dalla questione degli “esodati”

  • Per la conoscenza, la cultura, l’informazione libera. Affermiamo il valore universale della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche. Vogliamo garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi , perchè solo così è possibile essere cittadini e cittadine liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’art.9 della Costituzione, rendendo centrali formazione e ricerca. Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico.

    Vogliamo una riforma democratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi la subordinazione al potere economico-finanziario. Vogliamo una legge sul conflitto d’interessi e che i partiti escano dal consiglio d’amministrazione della Rai. Vogliamo il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese.

  • Per la pace e il disarmo. Va ricondotta la funzione dell’esercito alla lettera e alla spirito dell’articolo 11 della Costituzione a partire dal ritiro delle truppe italiane impegnate nei teatri di guerra. Va promossa la cooperazione internazionale e l’Europa deve svolgere un’azione di pace e disarmo in particolare nell’area mediterranea. Vanno tagliate le spese militari a partire dall’acquisto dei cacciabombardieri F35
  • Per una nuova questione morale ed un’altra politica. Volgiamo l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo eliminare i privilegi della politica, la diaria per i parlamentari, porre un tetto rigido ai compensi dei consiglieri regionali e introdurre per legge il limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali. Vogliamo una nuova stagione di democrazia e partecipazione.

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