Il Rallentamento 5 Stelle COMMENTA  

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Il MoVimento grillino sembra il Titanic poche ore prima del suo affondamento: partiti con tante speranze, molto caos, alcuni in panico, insulti dettati dalla concitazione (causa diarie), poca preparazione da parte dell’equipaggio, alcuni graduati che si impongono al loro Capitano – anzi ai due comandanti – pensando addirittura di lasciare la nave salpando, forse, con una barchetta dal nome meno importante della prima.

E pensare che Peppino Grillo da Genova era convinto della riuscita del suo gruppo: “I militanti del Movimento 5 Stelle sono tutti giovani, onesti e intelligenti: nessuno si comporterà come quelli Zombi che presiedono il Parlamento attuale.

Loro sono umili e hanno dei volti, molti dei quali scelti da voi in ogni città. Mandiamoli a casa quei vecchi, dallo ‘Psiconano’ a ‘Gargamella’, compreso ‘Rigormontis’ e quel ‘vecchio’ che abita al Quirinale”. Addirittura Beppe in nazionale non si fermò a quei nomignoli irriverenti ma molto divertenti e facili da sbraitare in un clima di delusione politica, ma in preda all’euforia pre elettorale dichiarò, dopo aver dato del <<container di m..da>> a Giuliano Ferrara, che i suoi ragazzi avrebbero fatto “piazza pulita” e sarebbero stati in grado di governare questa Italia fallita economicamente, finendo poi con un’altra frase talmente popolare e simpatica che anche le nonne avrebbero apprezzato: “ Arrendetevi – riferito ai parlamentari –, siete ostaggio del popolo intaliano“. Ormai a tre mesi da quel voto che confermò il MoVimento 5 Stelle come primo partito italiano, si cominciano a vedere le prime crepe causate dall’iceberg.

Dopo tutto il clamore fatto e detto adesso i grillini saranno facili bersagli a critiche e denunce sul mancato rispetto delle promesse, le quali avevano dato speranza al proprio elettorato.

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Sarebbe come se un predicatore domenicale facesse la morale ai suoi parrocchiani, poi venisse sorpreso a bestemmiare mentre cerca di rubare un’auto di un invalido. Una tra queste “predicatrici” del sinceramente giusto è Marta Grande: un master triennale statunitense spacciato per laurea, dimostrando solo un attestato di iscrizione.

E’  facile urlare alla giustizia quando non si è mai fatto nulla per combatterla, o almeno non si è stati risucchiati in quel vortice chiamato: “Possesso di denaro pubblico donato dai cittadini per pagare gli stipendi ai parlamentari”. Ed è qui, proprio nel volgarissimo soldo, che cominciano i primi tafferugli verbali. Molti grillini sembra proprio che non vogliano mollare la diaria: quell’ingiusto e vergognoso rimborso spese – indegnamente percepito, secondo le parole di Beppe – , troppo alto e immorale, di cui godevano i politici cattivi e poco onesti della “casta”; gli Zombie prima del 25 febbraio giusto per capirci. Com’è possibile? Non era uno dei loro cavalli di battaglia la diaria? Onestà e schiettezza, il tutto resocontato, tranne il tour dello stesso Grillo. Musi imbronciati e tanta incazzatura: “Non è possibile vivere con 2.700 euro al mese: Roma è una città cara” . La capitale non era cara anche per quei politici immorali, sprezzanti e strafottenti di denaro pubblico da voi criticati? Adesso circa trenta parlamentari, delusi di non avere i “giusti” e “dovuti” rimborsi, pare vogliano staccarsi dal M5S meditando di formare un gruppo autonomo: giusto, trasparente, parsimonioso e onesto, ma…[…]…non le abbiamo già sentite queste parole?

E’ facile urlare all’incopetenza politica, avvolgendo un dibattito pre elettorale con parole da Cabaret. <<Menomale che l’incompetenza non è punibile dalla legge, sennò v’immaginate quanti arresti?>>. L’inesperienza genera incompetenza, ma per questo motivo non deve essere condannata, ma tollerata, e non usata come una mazza per sfondare le fragili vetrine del malcontento popolare. Infatti ora, con i giovani grillini volenterosi e convinti, l’incompetenza c’è in Parlamento: è ovvio e normale vista l’inesperienza. Non basta la buona volontà e l’entusiasmo per acquisire conoscenza in breve tempo. Basti pensare che la capogruppo a Montecitorio, Roberta Lombardi, ignorava la Costituzione nel punto in cui fissa a 50 anni l’età minima indispensabile per diventare presidente della Repubblica (n.d.r.). Probabilmente è per questa poca accortezza dell’universo istituzionale e politico che il gruppo grillino è riuscito ad autoescludersi dall’esecutivo con una straordinaria abilità: l’unico colpo saggio che hanno messo a segno è stato quello di far dimettere (involontariamente) un ingenuo Bersani, dopo il “no” di Crimi e della stessa Lombardi a una possibile alleanza. Povero Pier Gigi te le hanno suonate ben bene tirando fuori il tuo carattere tenace, simile a una fetta di Gorgonzola, facendo così  nascere un Governo di larghe intese con l’uomo più processato al mondo. 

– E’ Facile urlare contro l’economia del Paese, difendendo i soldi dei contribuenti, visto che ne abbiamo già donati tanti a una classe politica troppo negligente e poco rispettosa nella gestione di soldi non loro, sino a parlare di: “Abolizione dell’Euro”. Caro Beppe: <<Un conto è affermare che l’Euro è una condanna alla miseria, un altro è organizzare un referendum per abolirlo e scoprire che i protocolli internazionali non si possono sottoporre a plebiscito: lo vieta la Carta>>. Come scrissi prima: è facile urlare da un palco con il consenso di un’elettorato esausto, deluso e tradito, però le promesse di cambiamento andrebbero mantenute, almeno per gli 8 milioni  e 689mila voti presi. Era ora che qualcuno entrasse nel Parlamento come “controllore”, nobile e ammirevole la volontà visto i precedenti sprechi di alcuni furbi, ma così facendo, adesso, siete controllori alla fermata e non sul tram degli sprechi. Attenderemo qualche cosa in più di un’occupazione delle Aule o dei nomi scritti sui bicchieri di plastica per evitarne lo spreco. E’ ora di proporre qualcosa di utile e fattibile per il Paese, però stavolta senza urlare con tanta facilità.

 

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