Il Ritorno del Cavaliere. Berlusconi: «La condanna mi costringe a restare in campo»

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Il Ritorno del Cavaliere. Berlusconi: «La condanna mi costringe a restare in campo»

Come prima, più di prima. Quando nel ’94 Berlusconi decise di “scendere in campo” motivò con queste parole il suo ingresso nel mondo politico: «Bisogna dare un’alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti». Enzo Biagi ed Indro Montanelli, invece, hanno dato una versione meno patriottica dell’impegno politico, asserendo che Berlusconi, sin dal 1993, aveva tutt’altra idea: «Se non vado in politica, mi mandano in galera e mi fanno fallire».

Sono passati diciotto anni, ma alla storia, si sa, piace ripetersi. Dopo la sentenza di condanna a 4 anni e 5 anni di interdizione dai pubblici ufficiali per frode fiscale, Berlusconi annuncia ai microfoni del Tg5 il suo fulmineo ritorno in politica: «Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia ed evitare che ad altri cittadini possano capitare queste cose».

Il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi, accompagna il ritorno del Cavaliere con un incoraggiamento che sa un po’ di partigiano: «Resistere, resistere, resistere».

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