Il ritorno dell’Uomo Ghiaccio e… la F1 dei “Rolex” COMMENTA  

Il ritorno dell’Uomo Ghiaccio e… la F1 dei “Rolex” COMMENTA  

E chi se lo aspettava. In un week-end turbolento come quello appena passato, nonostante le buone prestazioni viste nelle prove del venerdì, nessuno poteva pensare in un agguato della Lotus. Una macchina molto simile a quella dello scorso, con quel becco a ornitorinco molto antipatico a livello estetico ma, con una dose aggressiva ben nascosta, che solo i veri killer possono avere. Insomma, un delitto perfetto servito lentamente. Siamo solo all’inizio è ovvio, l’abilità della scuderia anglo-francese può essere interpretata in vari modi. Che sia bravura, ingegno o banale fortuna, lo scopriremo solo più avanti. La verità è che nel silenzio invernale, gli uomini di Eric Boullier, hanno lavorato duramente alla ricerca della continuità. La prossima verifica, quella di Sepang in Malesia tra sette giorni, ci dirà se è stata solo casualità, la prima vittoria australiana.


La certezza invece è il ritorno in grande stile del freddissimo “Ice Man”, alias Kimi Raikkonen. La passata stagione, quando si è saputo del ritiro dai Rally e la volontà di affrontare una seconda avventura in Formula 1, sembravano tutti scettici. Il ritorno del figliol prodigo nella competizione più importante e blasonata dell’automobilismo, che lo ha fatto diventare campione iridato nel 2007 con la “Rossa italiana” più invidiata al mondo, venne considerato come una specie di minestra riscaldata. Alla fine, il gatto può perdere il pelo, ma non il vizio. E cosi è stato anche per il pilota finlandese. La sua era solo una pausa rilassante dal quel “Circus” oppressivo e caotico. In realtà, dentro di lui, sentiva il bisogno di rimettersi in gioco e che di certo, non poteva fare a meno di quel meraviglioso o prolifico “caos”. Le ottime prestazioni in gara, il duello interno, vinto facilmente contro Grosjean (una concorrenza al quanto imbarazzante in F1) e la vittoria nel GP di Abu Dhabi, non potevano essere il risultato della grazia divina, costringendo, in qualche modo, i massimi dirigenti della Lotus, in una riconferma più che meritata, oltre ad avere nei box, un uomo immagine (tra l’altro molto invidiato) che di questi tempi, specialmente in F1 fa molto, ma molto comodo…

Tra le milioni società di tutto il mondo, attanagliate dalla crisi economica, non poteva mancare di certo la Formula 1. Una crisi che non riguarda soltanto le scuderie, alle prese con il caro benzina, il taglio dei dipendenti, la ricerca alla diminuzione dei costi (e al basso consumo e riciclo di energia), ma anche nei piani più alti, nella dirigenza, nella presidenza del paddock, si è cominciata a sentire il bisogno di “cash”. Infatti, il Signor Ecclestone, ha pensato giustamente che non poteva rischiare di perdere qualche milione di euro, consentendo  però alle TV pubbliche, di tutti i continenti, di poter acquistare i diritti internazionali alla visione della F1. No! per carità. Quel mondo nobile e attento all’eleganza e alla distinta particolarità, che lo ha reso celebre e indiscusso da sempre, lo scorso anno stava cominciando ad aprirsi di più con la gente “comune”, attraverso varie modalità di intrattenimento, che però a qualcuno facevano intendere come una caduta di stile. Quello stile che si fa notare non più con pubblicità “popolare”, come può essere un nome di una banca o una marca di carburante ma, tramite le sponsorizzazioni di orologi di lusso. Una sorta di ripicca, un triste e infelice ritorno al passato. Alla faccia della crisi.


La passata stagione la BBC, ammiraglia televisiva inglese, rinunciò all’acquisto dei diritti della F1, dichiarando esplicitamente che i costi erano troppo elevati per garantire la visione in diretta di tutti i GP, riuscendo ad ottenere solamente 9 gare , live, su 20. Quest’anno è toccato anche alla RAI. L’aumento, improvviso (e studiato), per la visione dell’intero campionato mondiale, ha portato alle stesse condizioni delle altre TV pubbliche nazionali di tutto il mondo.


Provate ad indovinare chi ne ha trovato vantaggio?  E’ si, proprio Rupert Murdoch. Il colosso dei Media più importante al Mondo, è riuscito a portarsi a casa l’intera esclusiva, delle prossime cinque stagioni di Formula 1. Alla fine, la TV privata a pagamento, ha avuto la meglio. Un giro d’interessi che vede l’emittente satellitare SKY, la numero uno in tutto il pianeta,  visto che dal prossimo anno, avrà il diritto di trasmettere anche la Moto GP, soffiando a Mediaset (la nostra rete nazionale privata) l’esclusiva che da anni, ci trasmette con molta professionalità il mondo delle due ruote.

L'articolo prosegue subito dopo


E noi… che ci lamentiamo del nostro Cavaliere e del suo conflitto d’interesse. Aprite gli occhi gente, perché in giro c’è molto di più scottante.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*