Il ruolo di madre nella religione musulmana COMMENTA  

Il ruolo di madre nella religione musulmana COMMENTA  

Un uomo un giorno, andò dal Profeta Maometto e gli chiese: “O apostolo di Allah! Chi ha più il diritto di essere trattato meglio da me ?” Il Profeta rispose: “Tua madre”. L’uomo chiese: “Chi viene dopo?” Il Profeta rispose: “Tua madre”. L’uomo chiese ancora: “Chi viene dopo?” Il Profeta rispose ancora una volta: “Tua madre”. L’uomo allora chiese per la quarta volta: “Chi viene dopo?” Il Profeta rispose: “Tuo padre.”

L’Islam ha esaltato la posizione della madre al di là di ogni altra figura. La sua posizione è così alta, che anche il duro lavoro del padre, che porta a casa i mezzi per sostenere i bambini, non può essere paragonato ai disagi che sopporta per il bene dei suoi figli. Lei non solo subisce il dolore fisico durante la gestazione e il parto del bambino, ma ha anche l’angoscia mentale che le donne portano per tutta la vita con se’, per quanto riguarda la buona educazione che il bambino bambino. L’educazione è un onore e un merito della famiglia, soprattutto della madre.

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La parola araba per grembo è “rahem.” Rahem deriva dalla parola pietà. Nella tradizione islamica, uno dei 99 nomi di Allah è “Al-Raheem” cioè “il Misericordioso.” L’utero, in tal modo, è quasi un riflesso della qualità dell’Onnipotente e dei suoi attributi.E’ un rifugio nelle prime fasi della vita. E la madre continuerà questa cura per i figli per tutta la vita, anche quando non è più dipendente da lei.

L’ Islam, tuttavia, non dimentica i suoi sacrifici. Il lavoro intenso della madre passa attraverso il portare il bambino in questo mondo, le notti insonni trascorse a curare il bambino, le ore che trascorre a pregare per il benessere di suo figlio, i giorni in cui ignora i propri bisogni per soddisfare quelli dei suoi figli, le molte settimane trascorse a preoccuparsi del loro futuro. L’ Islam così ha opportunamente conferito uno status alla madre, che ha reso il dolce dolore di crescere i figli ancora più dolce.

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Si narra che un uomo, una volta incontrò il Profeta Maometto nel prendere parte ad una campagna militare. Il Profeta chiese all’uomo se sua madre fosse ancora in vita. Quando gli disse che era in vita, il Profeta disse: “Allora stai con lei, perché il Paradiso è ai suoi piedi”

Le donne, in generale, godono di una posizione molto venerata nell’Islam. Il Corano, testo rivelato dell’Islam, afferma: “E venerete i grembi che vi hanno portato, perché Dio è sempre vigile su di voi” (4:1)

Il suo stato insieme con il padre è stato portato a un livello di massimo rispetto e devozione. Parlando nel Corano, Allah dice: “Il tuo Signore ha decretato di non adorare altri che Lui e che si sia doverosi verso i propri genitori.”.


Tuttavia, l’Islam richiede più di un servizio di sole parole alla madre. Si chiede che le siano rimborsati in denaro i suoi lavori, anche se non potrà mai essere ripagata.

Una volta un uomo venne dal Profeta e disse: “Durante il viaggio ci fu un luogo in cui il terreno era così caldo che, se fosse stato inserito un pezzo di carne nella terra si sarebbe cotto.

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Ho così portato mia madre sulle mie spalle per sei miglia.(non facendole così calpestare il suolo caldo) Ho rispettato i diritti di mia madre?” Il Profeta rispose: “Le fitte di dolore che tua madre ha attraversato quando stava dandoti vita, forse sono state ripagate per il debito di uno di quei dolori.”

L’Islam non sottovaluta ciò che le madri subiscono per il bene dei loro figli. E ‘attraverso i loro fatiche e gli sforzi che il bambino si forma in un essere degno di camminare a testa alta in società. E le madri sono ripagate per intero con l’onore e i diritti che Allah dona su loro.

Tra i suoi diritti, c’è quello di ubbidire ai suoi comandi finché non sono contro quelli di Allah, l’ essere curata nella sua vecchiaia, e che le sia parlato gentilmente. Infatti secondo il Corano: “Se uno di loro o entrambi raggiungono la vecchiaia nella vostra vita, non dire a loro una parola di disprezzo, né gridagli addosso, ma affrontali usando termini d’ onore.”

L’Islam, ha incaricato i bambini a pregare per i propri genitori, soprattutto dopo che sono morti, dicendo: “Mio Signore! Attribuisci loro la Tua Misericordia, come hanno fatto loro che mi hanno cresciuto fin da quando ero piccolo.”

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