Il Savona è ancora vivo: due settimane per evitare la cancellazione COMMENTA  

Il Savona è ancora vivo: due settimane per evitare la cancellazione COMMENTA  

La grande paura è passata, almeno per ora. Ma sembra incredibile, anzi: sembra una favola, con il lieto fine proprio allo scoccare della mezzanotte. Ventiquattro ore fa il destino del Savona sembrava segnato: 107 anni di gloriosa storia stavano per essere macchiati da un fallimento ormai inevitabile con tanto di onta del ritiro dal campionato a stagione in corso, come già successo all’Arezzo nell’allora Serie C1 1993. Tutto insomma stava per andare a monte: i sacrifici dei giocatori che da inizio stagione ormai convivono con una situazione paradossale, senza società né stipendi, e quelli dell’encomiabile staff tecnico e dirigenziale, dal segretario Salvatore Cavaliere, cui va attribuito il merito del “primo” salvataggio, quello di gennaio, fino all’allenatore Ninni Corda. Ma proprio quando tutto sembrava perso, un vero e proprio miracolo sportivo ha regalato ai tifosi degli Striscioni un’ultima speranza, anche se temporanea. Proprio grazie ai continui contatti cercati da Corda, infatti, l’imprenditore Aldo Dellepiane ha deciso di non arrendersi, proseguendo insieme a Barbano nella trattativa per l’acquisto della società dopo la rinuncia preannunciata ad inizio settimana.

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Una trattativa non più rinviabile, vista la scadenza dell’esercizio provvisorio scaduto alle 24 di mercoledì, e l’assenza di proposte concrete giunte al Curatore fallimentare Alberto Marchese durante l’asta ad offerta libera. Ebbene, anche grazie alla tenacia del Giudice Rosario Ammendolia e dello stesso curatore, l’offerta alla fine è stata presentata, proprio sul filo della mezzanotte fatale, ed il resto è venuto di conseguenza. Convocato alle 19.30 presso il Palazzo di Giustizia, il comitato dei creditori si è visto ratificare da parte del Giudice la prosecuzione dell’esercizio provvisorio e di conseguenza del campionato già a partire dalla trasferta di domenica al Neri di Rimini, una sfida apparentemente proibitiva ma che di certo sarà affrontata con una rabbia in corpo che potrebbe regalare non poche sorprese. Il tutto dopo che, in mattinata, si era consumata l’udienza per accertare lo stato di passività della società: un centinaio di creditori, Comune compreso, ha fatto domanda di insinuazione al passivo. Fissato un termine di dieci giorni entro i quali il curatore dovrà depositare il progetto di stato passivo, comprensivo delle eventuali modifiche, che porterà poi a suddividere i beni tra i creditori.

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Ma tornando all’attualità stringente, la proroga dell’esercizio è stata concessa per soli quindici giorni: se tra due settimane Dellepiane e Barbano non avranno formulato un’offerta ritenuta congrua la scure della cancellazione immediata calerà questa volta definitivamente sulla storia del Savona.

Ma oggi come oggi quindici giorni sembrano un’eternità: soprattutto per un ambiente che ha mostrato un simile attaccamento a quella che non è solo una squadra di calcio, ma una bandiera cittadina.

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Ai giocatori di Corda il compito di dimostrare anche sul campo che la storia del Savona non deve finire.

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