“Il segreto del regno perduto”, di Amanda Hocking

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“Il segreto del regno perduto”, di Amanda Hocking

“Non c’è gloria per i poveri”, recita il vecchio detto popolare e, guardandosi attorno, riesce piuttosto difficile contraddirlo. Anche addentrandoci nel settore che ci interessa – quello dei libri – notiamo, da subito, come a guadagnarsi la vetrina siano sempre i soliti noti, ma, anche questo, ormai, sembra un dato di fatto. Qualcuno potrebbe ribadire il concetto secondo cui chi vale davvero non viene “snobbato” dalle case editrici, nemmeno dalle major. Può darsi, ma allora come spiegare il caso di Amanda Hocking?

Un’autrice emergente

Il primo capitolo della sua avventura letteraria è quello comune a tutti gli esordienti: un bel manoscritto tra le mani, il desiderio di farlo leggere a tutti e il tacito dissenso degli editori “che contano”. Un inizio come tanti, verrebbe da dire. E la svolta? Per quanto strano possa apparire, arriva dai Muppets; sì, proprio dai Muppets, quei simpatici animaletti di peluche di cui la Hocking era fan e non si perdeva mai uno spettacolo.

Nel 2010 scopre che il prossimo evento avrebbe avuto luogo a Chicago ma, ahimé, il fatto di raggiungere la città e prenotare una stanza d’albergo è una spesa ben lontana dalle sue possibilità economiche. Ecco allora che la Hocking intravede nel proprio libro la remota possibilità di raccimolare qualche spicciolo, e subito decide di metterlo in vendita su Amazon, con l’intento di vendere qualche copia a parenti o amici particolarmente generosi.

Il successo

Ciò che accadde in seguito ha dell’incredibile e mette alla prova le più severe leggi del mercato: secondo i suoi calcoli, le sarebbero bastati 300 dollari per trascorrere un fine settimana a Chicago e assistere allo spettacolo; lei ne guadagnò 20.000. Il libro, da manoscritto inedito e rifiutato da ogni editore, divenne un bestseller da oltre 2 milioni di copie, vendute esclusivamente grazie al passaparola dei lettori e alla bravura della scrittrice. Un momento che rimarrà certamente nella storia dell’editoria digitale, piccola – o grande? – ancora di salvezza per tanti autori emergenti.

Il libro

«I suoi romanzi pieni di troll, goblin e favole che inchiodano il lettore alla pagina, hanno generato nel mercato editoriale quel tipo di eccitazione che non vedevamo dalle serie di Stephenie Meyer e di J.K.Rowling».

Questo il generoso commento del The New York Times e, anche in questa occasione, la protagonista de “Il segreto del regno perduto” non è una ragazza comune. Nonostante vesta i panni di una diciassettenne come tante – giornate trascorse tra un liceo demotivante e una vita privata non eccezzionale – Wendy Everly sa di non essere come le altre persone: ha scoperto di possedere un potere oscuro che le permette di influenzare le decisioni altrui, un potere segreto che non può rivelare a nessuno e di cui lei non può ricordare l’origine. Un mistero fitto e inquietante, sul quale solamente la fantasiosa creatività della scrittrice saprà far luce.

Filippo Munaro

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