Il sogno che uccise mio padre.Storia di Ezio Tarantelli che voleva lavoro per tutti COMMENTA  

Il sogno che uccise mio padre.Storia di Ezio Tarantelli che voleva lavoro per tutti COMMENTA  

 

 

Ezio Tarantelli cade sotto una raffica di  mitra il 27 marzo del 1985 all’uscita della Sapienza di Roma, dove insegna. Le  Brigate Rosse colpiscono così uno dei grandi artefici della riforma del lavoro,  l’uomo simbolo della lotta all’inflazione, l’economista che ha osato mettere in  discussione la scala mobile e il cui obiettivo fondamentale è stato, da sempre,  uno: creare le condizioni per un mondo in cui nessuno debba più subire la  disoccupazione.

Questo libro è il viaggio del figlio Luca nella memoria del  padre. Dopo venticinque anni di silenzio ha raccolto le forze e il coraggio per  ricostruirne la vita, la personalità e il pensiero.

Attraverso centinaia di  testimonianze e decine di interviste, in gran parte inedite, Luca ci restituisce  il ritratto di una delle figure più luminose degli Anni di piombo: un  intellettuale libero, senza vincoli a partiti o istituzioni e mosso  esclusivamente dall’incrollabile fiducia nelle proprie idee e dalla ricerca  ostinata di soluzioni concrete alle sofferenze sociali.

Un uomo che aveva  sognato di ridisegnare il sistema delle relazioni industriali in nome della  concertazione e del riconoscimento della dignità e dei diritti di tutte le  parti.

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Le cui proposte, in anticipo di quasi vent’anni sul suo tempo e ancora  attualissime, vennero tradite. Queste pagine ci offrono un potente scorcio degli  anni Settanta e Ottanta come non ce li ricordiamo, un pezzo di storia rimossa  dalla memoria collettiva… Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi.

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