Il successo di DROMe

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Il successo di DROMe

Un progetto tutto italiano basato sulla pelle, un piccolo gruppo rispetto ai giganti del settore che ha scelto la strada appropriatamper un marchio di nicchia : i punti vendita internazionali di alto livello. E’ la storia di DROMe, marchio toscano di proprietà della famiglia Rosati che dopo aver venduto al gruppo Prada il marchio Santacroce ha puntato su un progetto innovativo di pelleteria, lusso con respiro internazionale. Direttore creativo è Marianna Rosati (studi al Polimoda di Firenze-un’esperienza da Prada), la cui idea principale è raggiungere un effetto-tessuto su un materiale vivo come la pelle: metalizzature, ricami, forme decostruite,tagli laser,stampa digitale, insomma il prendere idee che vengono dalla camiceria ed applicarle alla pelle. 190 punti vendita in tutto il mondo: Los Angeles, Parigi, Londra, Tokyo,Singapore, San Pietroburgo, Vienna, Tel Aviv e Mosca. La Rosati ha puntato lo sviluppo sulla natura di piccola ed agile azienda come quella di famiglia.

Il perchè? Si può sperimentare di più, lavorare a stretto contatto con gli artigiani giusti, le concerie adatte; insomma difendere il made in Italy.Le differenze tra il mercato asiatico e quello russo sta nel fatto che il primo è molto rock, borchiato, aggressivo; il secondo è molto bon ton, romantico. Alle ultime sfilate parigine, La Rosati ha presentato la collezione ispirandosi alla favola di Cappuccetto Rosso in un tono alla Tim Burton: tubini di nappa strech,mantelline di pelle laserata,giacche di camoscio stampato. La Rosati chiude la presentazione della sua collezione affermando che non passerà mai la digitale, molto meglio la pellicola, così come non crede a Photoshop che tenga e il digitale non ha il fascino di una bella stampa tradizionale da pellicola, così come l’artigianato non può essere sostituito.

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