Caro amico ti scrivo: il testo della lettera di Lavitola per ricattare Berlusconi COMMENTA  

Caro amico ti scrivo: il testo della lettera di Lavitola per ricattare Berlusconi COMMENTA  

I pm di napoli hanno trovato del materiale interessante nel computer di Carmelo Pintabona, in galera per aver tentato di estorcere 5 milioni a Silvio Berlusconi.

Leggi anche: Milano: Incendio su un autobus di linea, fiamme domate

Tra i file, in particolare c’è una lettera di Valter Lavitola con destinatario Silvio Berlusconi. Una lettera che ha l’aspetto del ricatto. Fatti che potrebbero mettere in grossi guai Silvio Berlusconi, altro che le accuse del processo Ruby.

Leggi anche: 101 Cose da fare a Milano almeno una volta nella vita

Berlusconi nega di aver mai ricevuto tale missiva. Nel teso della lettera si legge:

“Lei, subito dopo la formazione del governo in questa legislatura con Verdini e Ghedini presenti mi disse che era in debito con me e che lei era uso essere almeno alla pari.

Era in debito per aver io ‘comprato’ De Gregorio tenuto fuori dalla votazione cruciale Pallaro, fatto pervenire a Mastella le notizie dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere da dove erano arrivate le pressioni per il vergognoso arresto della moglie e assieme a Ferruccio Saro e al povero Comincioli, ‘lavorato’ Dini”. “Ciò in viaggio verso Reggio Calabria in aereo per una manifestazione di De Gregorio, presente Valentino.

L'articolo prosegue subito dopo

Anche allora mi indagò Piscitelli, senza risultato motivo per il quale Ghedini ammise che non era opportuna la mia candidatura. Non candidò neppure Sica (salvo poi premiarlo con i risultati noti) io nonostante la mia delusione mi adoperai a che Sica non impazzisse. Lei mi ha promesso più volte di entrare al governo (perfino mi chiamò dopo la nomina della Brambilla e con onestà mi disse che era dispiaciuto di non riuscire solo con me a mantenere la parola). Di mandarmi al Parlamento europeo (alle precedenti presi da solo 54mila preferenze). Di entrare in Cda della Rai. Che il primo incarico importante che si fosse presentato, sarebbe stato per me (inizio 2010). Di collocare la Ioannuci nel cda dell’Eni. Di nominare Pozzessere almeno direttore generale di Finmeccanica”.
Nel corso della lettera lunga 18 pagine Lavitola scrive a Berlusconi: “signor presidente mi ha concesso la Ioannuci nel cda delle Poste (aveva promesso di darle anche la presidenza di Banco Posta, anche ciò non è stato mantenuto), del commissario delle dighe (ruolo inventato da me con Masi, quando era a palazzo Chigi). Entrambi senza alcuna delega. Ottenuto da lei anche che Forza Italia concedesse all’Avanti un finanziamento di 400 mila euro nel 2008, altro non era che il rimborso di soldi che lei mi aveva autorizzato a dare a De Gregorio nel 2007 (se ne occuparono Ghedini e Crimi). 400/500 mila euro non ricordo di rimborso spese per la ‘casa di Montecarlo’ dove io ce ne ho messi almeno altri 100 mila. Martinelli ha contribuito con 150mila oltre che con il volo privato da Panama a Roma (circa 300 mila euro), quando le portai i documenti originali di Santa Lucia (circa 300 mila euro). Certo non potevo rischiare a Roma che me li trovassero (li portarono fuori i piloti). Ovviamente gli ho restituito le somme compensadole con altre partite. Tutte somme non concordate con lei ma di cui lei era a conoscenza e che quindi non voglio essere restituite. Mentre per Tarantini le devo 255.500 euro che ovvio le restituirò. Lei ha regalato a Martinelli 100 mila euro, forse meno dei diritti televisivi. Quando mio cugino editava il giornale ‘dell’Italia dei Valori’, Letta su sua richiesta fece pressione sull’allora avvocato dello Stato Fiumara e sblocco’ il finanziamento pubblico”.
Nella lettera che l’ex direttore dell’Avanti scrisse a Silvio Berlusconi, Valter Lavitola parla di una serie di benefici ricevuti dall’ex premier, scrivendo di ”400/500 mila euro, non ricordo, di rimborso spese per la ‘casa di Montecarlo’ dove io ce ne ho messi almeno altri 100mila. Martinelli ha contribuito con 150 mila oltre che con il volo privato da Panama a Roma (circa 300 mila euro), quando le portai i documenti originali di Santa Lucia (circa 300 mila euro)”.

(Fonte Adnkronos)

Leggi anche

arresto-a-milano
Milano

Operazione anti spaccio a Milano: il video dell’arresto sui Navigli

Scene da film tra le vie di Milano con un triplice arresto in 'diretta' documentato dalle telecamere. Accade sui Navigli dove gli agenti della polizia in borghese hanno pedinato, filmato e arrestato tre persone. L'arresto è avvenuto in via Gola, epilogo di un'operazione della locale diretta dal vice comandante Paolo Ghirardi che ha portato al fermo di un 32enne italiano, R.F., di un tunisino 47enne, M.M. e di un egiziano di 48 anni, O.E.S. I tre sono stati a lungo seguiti ed osservati mentre spacciavano alla luce del sole per le vie di Milano ed una volta raccolto materiale video Leggi tutto

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*