Il Torino torna in Serie A

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Il Torino torna in Serie A

Il Torino torna in Serie A dopo tre anni con una giornata di anticipo sulla fine del campionato cadetto. Decisiva la vittoria per 2-0 contro il Modena nel lunch match del 41^ turno: a quota 82 punti né il Verona né il Sassuolo, che al momento occupano la terza e la quarta posizione, possono più raggiungere la squadra di Ventura con soli 90’ a disposizione. E vincendo anche sabato prossimo in casa dell’Albinoleffe i granata concluderanno il campionato al primo posto, come accaduto in altre tre occasioni delle precedenti cinque promozioni della storia del Torino tra cui quella a suon di record del 1990, ultimo trionfo della storia del club in quello stadio Olimpico ex Comunale che alle 14.21 di domenica è esploso di gioia al fischio finale dell’arbitro Baracani. Così, pur non dando vita ad alcuna invasione di campo in ossequio alle richieste della società, il popolo granata si è finalmente lasciato andare a momenti di gioia sfrenata, destinati peraltro a durare almeno per tutta la giornata: una settimana dopo la festa-scudetto della Juventus, dunque, la città sarà nuovamente travolta da caroselli festanti, ma di colore diverso.

Un successo meritatissimo per la squadra di Ventura, che dal canto suo colleziona la terza promozione in A della carriera dopo quelle con Cagliari e Lecce: forte di un organico di qualità per la categoria ma privo di grandi stelle eccezion fatta per Ogbonna, quello del Toro è stato quanto mai il trionfo del collettivo da parte di una squadra forte di un rendimento costante (42 punti nell’andata, 40 con una gara in meno nel ritorno). Antenucci il miglior marcatore con soli dieci gol ma sono ben diciotto con l’ultimo arrivato De Feudis i giocatori portati a segnare almeno una rete dal gioco sempre propositivo imposto da Ventura, capace di variare credo calcistico in corsa dall’amato 4-2-4 ad un più solido 4-3-3.

Ma è stata la difesa, anzi la fase difensiva, l’arma in più del Toro che con appena ventotto reti subite vanta il reparto meno battuto della categoria con ben otto gare chiuse con la porta inviolata. Ma da lunedì in casa granata occorrerà pensare al futuro: impossibile infatti immaginare di disperdere una simile carica di entusiasmo popolare. Dopo i precedenti tre tremebondi tornei di A vissuti sotto la gestione Cairo ora il presidente è chiamato ad investire con oculatezza: obiettivo minimo nella prossima stagione sarà quello di stabilizzarsi. Il resto sarà guadagnato.

Il fatto tecnico, ovvero la partita che ha dato il via alla festa, ha visto 90’ divertenti ma con il Toro sempre padrone della situazione: ben lungi da accusare sindrome da braccino corto il Torino ha azzannato la gara sin dai primi minuti così, dopo una brevissima fase di assestamento, il pur attento e concentrato Modena non ha potuto fare altro che alzare bandiera bianca di fronte alla velocità ed alle motivazioni doppie che animavano i giocatori granata.

Caglioni si è salvato fin che ha potuto dicendo prima di no ad un pallonetto di Antenucci, scattato in fuorigioco non ravvisato, e poi ad un tiro dalla distanza di Vives ma i canarini sono capitolati a metà primo tempo: Iori pesca Antenucci al limite dell’area, l’attaccante mette in mezzo per Meggiorini che calcia addosso a Caglioni, così fa anche Oduamadi che centra un difensore modenese sulla linea prima di raccogliere anche un po’ fortunosamente il pallone quasi sulla linea di porta. Nella ripresa i granata hanno abbassato i ritmi pur rimanendo in costante controllo della gara: Antenucci ha sfiorato il raddoppio con un bel tiro a giro, D’Ambrosio ha impegnato di testa Caglioni ma il 2-0 è arrivato solo nel finale grazie al neo-entrato De Feudis, che ha girato a rete un assist di Vives. Quasi mai impegnato, l’ex cesenate è il simbolo del gruppo inossidabile creato da Ventura. Che la festa cominci, allora: a patto però che sia solo il primo passo verso la vera rinascita.

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