Il trattato di Schengen ha le ore contate, parola di Donald Tusk

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Il trattato di Schengen ha le ore contate, parola di Donald Tusk

Il trattato di Schengen, che ha sancito l’unione Europea, con l’abbattimento delle frontiere, consentendo la libera circolazione dei servizi e dei beni in Europa, sembra essere ormai giunto al capolinea, A confermarlo sarebbe Donald Tusk, il presidente del Consiglio Europeo, che avrebbe rivelato l’importante indiscrezione.

Tusk ha affermato che ‘senza efficaci controlli alle frontiere esterne dell’Unione l’accordo di libera circolazione di uomini e merci fra i vari Stati membri potrebbe anche non sopravvivere’. Il motivo risiederebbe proprio nell’ondata immigratoria di questi ultimi mesi, che per ragioni di sicurezza, ha indotto molti stati a dovere attuare un vero e proprio giro di vite nei pressi delle frontiere, per evitare problemi alla sicurezza interna. ‘I recenti sviluppi in Germania, Svezia, Slovenia e altri Paesi – prosegue Tusk – dimostrano con chiarezza la grande pressione che l’Europa sta affrontando. Salvare Schengen è una corsa contro il tempo. E il modo di vincere questa sfida è quello di implementare le decisioni che abbiamo già preso’.

La Slovenia con la costruzione di un muro al confine con la Croazia di fatto ha dato il via ad un piano che deroga l’applicazione del trattato di Schengen; lo stesso discorso vale per la Germania che ha annunciato da poche ore la ripresa dell’applicazione del regolamento di Dublino anche per i siriani e anche la Svezia potrebbe adottare un atteggiamento analogo.

La stessa Austria aveva annunciato l’intenzione di costruire un muro alla frontiera meridionale proprio per tenere sotto controllo l’ingresso di profughi e immigrati nel proprio paese.

Ultima arrivata anche la Gran Bretagna di David Cameron che ha già fatto sapere di avere vincolato l’appoggio del governo al partito europeista nel prossimo referendum sulla permanenza del Paese nell’Unione all’adozione, da parte di Bruxelles, politiche restrittive in materia di immigrazione. Solo ad ottobre in Europa sono arrivati 218mila tra migranti e rifugiati.

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