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Il treno a reazione sovietico

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Il treno a reazione sovietico

Costruito per essere il migliore, completamente abbandonato a se stesso.

Passato e futuro si fondono all’interno della cabina dell’SVL, il supertreno sovietico che oggi giace abbandonato in un cortile.

Avete mai sentito parlare di Fallout? La famosa serie di videogiochi postapocalittici, giunta da poco al suo quarto episodio, immaginava un futuro in cui l’umanità non era mai progredita oltre gli anni 50/60 e tutta la tecnologia nucleare avanzata sembrava uscita dallo scenario della guerra fredda di quegli anni. Creava uno strano contrasto tra fantascienza e gusto retrò, e questo treno fantasma potrebbe quasi sembrare di casa in quella serie.

Treno a reazione sovietico

Il treno è un esperimento russo degli anni 70. Chiamato SVL dagli ingegneri sovietici, era basato su un modello di treno ER22 ed era stato progettato per raggiungere velocità fino ai 360 chilometri orari. In realtà gli stessi tecnici non si sentirono mai così sicuri da volerlo spingere oltre i 250, forse preoccupati dalla tendenza del governo sovietico a voler ottenere grandiosi risultati anche con attrezzature pericolose, come succedeva con i membri del programma spaziale.

Treno a reazione sovietico

Equipaggiato con due motori Yakovlev Yak-40 sopra l’abitacolo, il prototipo di supertreno fu testato in una ferrovia tra Ozery e Golutvin, dimostrandosi in realtà pienamente funzionante.

Ma la quantità di carburante che i motori a turbina dell’epoca consumavano era troppo, troppo alta per le tasche sovietiche, e il progetto si rivelò alla fine un fiasco dal punto di vista economico.

Treno a reazione sovietico

Neppure battere gli USA sulla gara al treno turbogetto valeva così tanto da poter giustificare i fiumi di denaro spesi.

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Costruito per essere il migliore, completamente abbandonato a se stesso.
Chissà quanto si sentivano sicuri i piloti con dei motori a reazione sulla testa.
Il cortile abbandonato dove è rimasto il treno.
Costoso, spartano e molto blu.
Il retro del treno

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