Il Vaticano riconosce la Palestina: tensioni con Israele

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Il Vaticano riconosce la Palestina: tensioni con Israele

Da una parte c’è monsignor Paul Richard Gallagher, dall’altra Riad al Malki: sono ministri degli esteri di Vaticano e Stato di Palestina e sottoscrivono un documento di accordi fra i loro rispettivi paesi.

Questi accordi sono relativi ai diritti della chiesa cattolica in terra palestinese.

Ma questo diventa, forse, persino secondario, perché il fatto, quello vero, è che, nell’apporre la firma in calce al documento, lo Stato del Vaticano, massima autorità spirituale del mondo occidentale, riconosce di fatto l’esistenza (e, a maggior ragione, il diritto a esistere) dello Stato di Palestina.

Immediata e dura la reazione di Israele, che, peraltro, non gode di un documento equivalente in termini di accordi. Le parole sono del ministro degli esteri Emmanuel Nahshon, che osserva che “questa iniziativa affrettata mina gli sforzi internazionali per convincere l’Autorità nazionale palestinese a tornare ai negoziati diretti con Israele”, aggiungendo poi che “Israele non può accettare le decisioni unilaterali contenute nell’accordo, che non prendono in considerazione gli interessi fondamentali di Israele e lo speciale status storico del popolo ebraico a Gerusalemme” e che “Israele studierà in dettaglio l’accordo e le sue conseguenze sulla futura cooperazione con il Vaticano”.

Nei delicati equilibri, presenti e futuri, del Medio Oriente, il Vaticano ha voluto aggiungere un tassello.

Vedremo in futuro quanto significativo.

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