Il viaggio nell’arte di BUNGARO COMMENTA  

Il viaggio nell’arte di BUNGARO COMMENTA  

 

 

 

 

Ho fatto un viaggio in luoghi così lontani che mi sono sembrati vicinissimi. E luoghi vicini che per raggiungerli ho dovuto lavorare tanto”

Così Bungaro introduce “Arte”, il suo sesto album, un disco che se non è pura arte poco ci manca.

Scritto quasi sei anni dopo “L’attesa”, racchiude in sé, quasi come in un viaggio, artisti incontrati lungo il proprio percorso artistico, nomi importanti come quelli del cubano Omar Sosa, della brasiliana Paula Morelembaum o di altrettanto validi artisti di casa nostra come Fiorella Mannoia, Lucilla Galeazzi, Ferruccio Spinetti, Ambrogio Sparagna che hanno saputo arricchire un tessuto di base già validissimo basato quasi interamente sulle liriche del poeta e scrittore Pino Romanelli e le musiche di Bungaro, ma occorre qui ricordare due contributi essenziali alla piena riuscita di questo grande progetto, cioè gli arrangiamenti suddivisi quasi in ugual misura tra il maltese Aidan Zammit, già collaboratore in passato di Nicola Piovani, Vincenzo Cerami e Niccolò Fabi e capace di scelte armoniche e melodiche di grandissima qualità qui affidate ad un’orchestra d’archi di 25 elementi e Michele Ascolese, per anni collaboratore di Fabrizio De Andrè e uomo ricco di grande sensibilità musicale.


Tracklist:

1) Il motore immobile
2) Arte
3) Il deserto
4) Se rinasco
5) Vestimi di te
6) Trafficante
7) Pagine
8) Punti di vista
9) Dal destino infortunato
10) Madonna di lu finimundu
11) Non è tempo che passa
12) Il volume del mare
13) Piacere di vederti
14) Piccenna mia

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