Il vigile che ha sparato al cileno il 13 Febbraio a Crescenzago ha mentito COMMENTA  

Il vigile che ha sparato al cileno il 13 Febbraio a Crescenzago ha mentito COMMENTA  

 

Il vigile Alessandro Amigoni aveva inizialmente dichiarato di aver sparato da una distanza di minimo 15 metri e di averlo fatto come avvertenza. Lo sparo è stato indirizzato al terreno perché da lui ritenuto meno pericoloso che uno sparo in aria.


Ma l’esame balistico lo contraddice, il colpo è infatti stato sparato da una distanza minima di 60 centimetri e massima di 280.

La situazione del vigile, accusato di omicidio volontario per la morte del cileno Marcelo Valentino Gomez Cortes, quindi si aggrava, perché gli inquirenti ritengono che da una distanza così breve il colpo non possa essere partito a scopo intimidatorio.


Le indagini proseguono.

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