Il vino e la musicoterapia: Chicchi cresciuti a suon di Mozart COMMENTA  

Il vino e la musicoterapia: Chicchi cresciuti a suon di Mozart COMMENTA  

Il progetto partito ormai un paio d’ anni fa dall’ università di Firenze, comprende lo studio di alcune vigne a Montalcino cresciute con la musica di Mozart e Brahms. Un progetto nato grazie a un uomo che circa un decennio fa, a sessant’anni, ha avuto il coraggio di cambiare vita per seguire il suo sogno: dedicarsi alla terra e in particolare alla viticoltura. Oggi Carlo Cignozzi è titolare di un’azienda agricola nella quale si producono annualmente oltre 45mila bottiglie di vino fra Montalcino DOCG e Rosso di Montalcino DOC.  Nel suo podere “Paradiso di Frassina” (www.alparadisodifrassina.it)  l’uva matura avvolta dalle sinfonie di Mozart, che risuonano ininterrottamente giorno e notte  tramite numerosi diffusori posizionati fra i filari. Sembra quasi una storia di magia, magari fate e folletti dispettosi ma non è così.

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Il progetto si chiama “biosonorità” e sono due gli esperimenti portati avanti. Il primo seguito dall’Università di Firenze, cura gli aspetti fisiologici e chimici della vite sotto stress sonoro,mentre il secondo, curato dall’Università di Pisa, si focalizza sulla protezione che il suono dà alla vite e all’uva nei confronti dell’attacco degli insetti e dei predatori.  Gli studi dimostrano che coltivare vigneti ascoltando la musica classica fa si che le piante crescano  più forti, più vigorose e sane ed i grappoli maturino più rapidamente. Il binomio vigne-musica classica riduce inoltre il numero di batteri , muffe e parassiti rispetto ai vigneti dove questa terapia non viene applicata. A questo punto l’ interrogativo è: si tratta di coincidenze, seggestione o realtà scientifica?

Carlo Cignozzi afferma che: ‘ Come nella medicina il suono può contribuire a curare o alleviare le sofferenze di una persona aumentando la sua gioia di vivere, così anche nel mondo vegetale il suono può accrescere vitalità e vigore, in special modo sulla vite, pianta tra le più complesse e misteriose. Crescere la vigna con note musicali significa, in concreto, avere una piantagione più sana e protetta da agenti patogeni, insetti e predatori. Grazie al suono io esalto la qualità della vigna, dalla quale dipende al 70 percento la qualità del vino.’

E non è forse vero anche, aggiungo io, che Bacco sia per i greci quanto per i romani fosse il Dio del vino e dell ‘ estasi? Perpetuamente giovane impersonificava tutto ciò che rende, appunto, giovani e vivaci.


Sicuramente questa scoperta porterà alla nascita di nuovi business ( etichette per bottiglie cresciute a suon di musica, vini al sapore musicale, seggestione pubblicitaria, appositi impianti per i vigneti ecc ) ma perchè non soffermarci a pensare alla sfumatura più suggestiva di tutto questo? Pensiamo a come ogni momento nel corso della nostra vita abbia la canzone perfetta ad accompagnarlo.


Grazie alla musica le passioni godono di se stesse – F. Nietzsche

Il piacere del vino ha molteplici sfaccettature. Il gusto di berlo in compagnia , il senso di pace nel sorseggiarne un bicchiere da soli al termine di una lunga giornata. La scelta della bottiglia..per passare poi al colore…il profumo..il sapore…e vestire cosi il nostro momento di piacere tutto personale.  Allo stesso modo sarebbe bello pensare che, forse, le viti e la natura hanno bisogno di uno spirito e di un’ atmosfera per accudire e dar vita a questo insieme di sapori e sensazioni.

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Il vino: lo si schiaccia dolcemente tra lingua e palato; lentamente fresco e delizioso, comincia a fondersi: bagna il palato molle, sfiora le tonsille, penetra nell’ esofago accogliente e infine si depone nello stomaco che ride di folle contentezza – Gustave Flaubert

 

Valentina Di Leo 

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