Ilva: perchè non seguire l'esempio della Corea del Sud? - Notizie.it

Ilva: perchè non seguire l’esempio della Corea del Sud?

Roma

Ilva: perchè non seguire l’esempio della Corea del Sud?

.Sul caso Ilva, politici e tecnici continuano a discutere animatamente ( sebbene a debita distanza) riguardo alle tecniche di bonifica .Come sempre l’effetto prodotto è il solito: assistiamo al fiume in piena di sterili parole, di soluzioni vantaggiosi volte a tutelare le tasche di pochi, con l’ovvia scarsa attenzione per chi è realmente penalizzato . Tutto questo mentre dall’altro capo del mondo, in Corea del Sud per l’esattezza, arriva un esempio virtuoso e soprattutto fattibile, su come risolvere il problema . Nel paese del levante c’è un impianto siderurgico che ha deciso di coprire con alcune cupole i propri parchi minerali. Gli esperti considerano che si possa emulare la Corea, ma le aziende la pensano in maniera diversa ed ecco perchè

Il Tribunale del Riesame ha esplicitamente dichiarato che, per porre fine all’inquinamento provocato dagli impianti dell’Ilva di Taranto, bisogna mettersi a norma “al prezzo di onerosissimi esborsi finanziari“ con l’utilizzo “delle migliori tecnologie disponibili , ovvero anche sostenendo oneri finanziari elevatissimi.

Riguardo alla bonifica del Parco minerali (da cui si sollevano le polveri letali che infestano il quartiere Tamburi), l’Arpa Puglia chiede la copertura dell’area, l’azienda di Riva invece propende per il barrieramento (, che avrebbe tempi di realizzazione e costi nettamente inferiori rispetto a quanto prospettato dall’Agenzia regionale per l’ambiente), trovandosi come alleato niente popò di meno che Beppe Grillo, il quale ha postato sulla sua pagina Facebook la soluzione adottata dalla Hyundai Steel Corporation in Corea del Sud, che ha deciso di coprire i suoi parchi minerali con delle cupole ad hoc.

“Questo perché durante le fasi di carico e scarico dei minerali avviene la dispersione di polveri e minerali nocivi nell’aria. Perché in Corea del Sud sì e a Taranto no?” questa è la domanda posta dal leader del Movimento a 5 stelle, ed ecco cosa succede in Corea

L’azienda orientale è stata la prima al mondo a realizzare un sistema di stoccaggio al coperto per ridurre l’impatto ambientale in tutte le fasi del processo di produzione. Effettivamente un servizio effettuato dal Cnn a ottobre 2011, ha evidenziato che “l’aria è più pulita e le condizioni di vita sono migliorate”. Per realizzare l’impianto ci sono voluti 5,5 miliardi di dollari (ammortizzabili a bilancio in un quinquennio) si possono produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio all’anno (l’Ilva ne produce poco più di 9 milioni), con 35 chilometri di nastro trasportatore e ,per di più, la copertura del materiale dall’inizio alla fine del processo di trasformazione consente all’azienda di risparmiare circa 20 milioni di dollari all’anno.

Inoltre secondo la Hunday, lasciare tutto all’aria aperta : “provoca ai produttori di acciaio una perdita dello 0.5% del materiale a causa di pioggia, vento e freddo”.

Anche Assennato, il presidente dell’Arpa Puglia, sostiene che” La copertura dei parchi minerali è l’unica soluzione tecnicamente possibile contro l’inquinamento, soprattutto nel caso di Ilva”. Il perché sta nella pochezza delle alternative. “ Secondo lui: “l’altro rimedio utile sarebbe la completa delocalizzazione dei parchi, ma questa avrebbe dei costi e dei tempi di realizzazione davvero esorbitanti”.

Riguardo invece alla soluzione del barrieramento e della bagnatura costante delle colline di polvere ferrose Assennato replica: “A Taranto la bagnatura dovrebbe esser già fatta e i risultati sono evidenti: non basta. Anche per questo motivo le barriere non sono la soluzione migliore e credo che il tribunale del Riesame la pensi così, considerato che nelle motivazioni della sua sentenza ha fatto ampio riferimento alle nostre analisi”.

Il professor Carlo Mapelli, docente di siderurgia al Politecnico di Milano, esperto in materia interviene dicendo che “All’Ilva il trasporto su nastri protetti dalle navi ai parchi c’è già, a differenza delle cupole che in Corea coprono il parco minerario.

Sono una soluzione tecnicamente interessante, per ora presente solo in questo impianto coreano. Considerato il sistema di svuotamento, non sono una soluzione che si può pensare di installare in tempi rapidi a Taranto, in quanto servirebbero un bel po’ di mesi perché ci sarebbero da predisporre anche delle macchine specifiche sotto le cupole per consentire lo svuotamento del deposito. Comunque si può trattare di una soluzione tecnica certo degna di interesse e di essere considerata per realizzare futuri miglioramenti, almeno di una parte del parco minerario”. Soprattutto Mapelli ne fa una questione di tempistiche. “Rimango dell’opinione che per portare sollievo in tempi brevi alle persone che abitano nei pressi dell’impianto un buon sistema di irrorazione e di barriere verticali sia la soluzione più agibile, poi per il futuro compartimentare il parco e coprire singoli settori potrebbe essere interessante. La differenza è che quello coreano è un impianto nuovo di zecca (progettato apposta in quel modo) mentre qui bisogna modificare situazioni pregresse ed è molto meno semplice sopratutto su una superficie di 65 ettari.

Col tempo e con un buon piano si potrà modificare qualcosa anche a Taranto”

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