Ilva, pioggia di arresti: indagati politici e funzionari pubblici COMMENTA  

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Taranto – Il gip di Taranto ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone. Per quattro di esse sono stati disposti i domiciliari.

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Gli arresti sono la conseguenza dell’indagine “Ambiente svenduto”, seconda fase dell’inchiesta sull’Ilva di Taranto che punta a fare luce sui mancati controlli da parte di chi avrebbe dovuto farli.

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I reati ipotizzati dalla Procura di Taranto sono corruzione e concussione. Disposto, inoltre, il sequestro del prodotto finito giacente sulle banchine del porto di Taranto utilizzate dall’Ilva.

S’indaga anche su un presunto giro di mazzette per far chiudere un occhio a chi doveva vigilare sull’impatto ambientale dell’Ilva e dei suoi prodotti.

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In particolare – riporta Repubblica – s’indaga su Lorenzo Liberti, il perito della procura incaricato dai pm di individuare la fonte dell’inquinamento dei terreni in cui pascolavano capre e pecore risultate contaminate da diossina e pcb, che sarebbe stato corrotto da Girolamo Archinà, l’ex responsabile delle relazioni istituzionali del colosso. Secondo quanto si apprende, le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip di Taranto, chiamerebbero nuovamente in causa la famiglia Riva, e anche funzionari e politici di enti locali pugliesi. Gli arresti vengono eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla base di due ordinanze di custodia cautelare firmate dai Gip Patrizia Todisco e Vilma Gilli.

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