Ilva: silenzio dal due settembre

Roma

Ilva: silenzio dal due settembre

 

L’Ilva da sabato scorso si è chiusa in un ragionato silenzio. Eravamo del resto rimasti alle inequivocabili parole del presidente Ferrante lo scorso 1 Settembre: “ I magistrati inquirenti hanno dato indicazioni precise e operative, soprattutto sul contenimento delle emissioni, i provvedimenti parlano del sequestro degli impianti ai fini del risanamento e della messa in sicurezza. Nessuno ha mai pensato alla facoltà d’uso. Non è un termine che compare ma si parla di utilizzo a quei fini”

Nonostante tutte le belle parole, tuttavia l’Ilva continua , sebbene in maniera più ponderata, a produrre emissioni inquinanti ed è proprio per questo che ingegneri e custodi giudiziari si sono attivati per rendere esecutivo il provvedimento. Ai custodi spetta il compito di valutare per ogni singolo impianto le soluzioni più idonee atte a “consentire , in ipotesi, la ripresa dell’operatività dei predetti, in condizioni di piena compatibilità ambientale”

Insomma, volente o nolente, l’ilva dovrà applicare le disposizioni del gip Todisco e del Tribunale del Riesame.

Così da vertice di sabato è calato uno strano silenzio. C’è chi si ipotizza che sarà bloccato l’ingresso di minerali nei parchi del siderurgico, per evitarne l’accumulo nell’area e limitare la relativa emissione di polveri nel quartiere Tamburi.

I custodi tuttavia rispondendo alle domande di Fiom, su come intervenire sui parchi, hanno risposto che il progetto di barrieramento dell’area non è sufficiente e che l’unica soluzione al decennale problema è quella della copertura dei parchi che però implicherebbe una spesa superiore a quella preventivata ( Riva è in disaccordo con il provvedimento)

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