Ilva: tutti sapevano

Roma

Ilva: tutti sapevano

 

La relazione finale della commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti, dedicata alla Puglia e presieduta da Gaetano Pecorella affronta con toni chiari e severi la vicenda Ilva e contorni :

“Non si comprende quale sia la ragione della mancata partecipazione del ministero dell’Ambiente a fronte di un procedimento di tale rilevanza nel quale era in corso di acquisizione una prova di grandissimo rilievo ai fini delle indagini”. Il documento attacca il dicastero presieduto da Corrado Clini che ha ignorato senza troppi imbarazzi l’inchiesta della procura di Taranto, almeno fino all’epilogo noto all’opinione pubblica

L’udienza del 17 febbraio era di fondamentale importanza, si trattava infatti di un passo indispensabile per il futuro degli impianti accusati di aver emesso sostanze letali. I ,magistrati attraverso le perizie stavano infatti acquisendo prove rilevanti _ secondo la relazione della commissione bicamerale “ ai fini della programmazione delle eventuali future iniziative del ministero con riferimento alle gravissime problematiche ambientali che da anni si trascinano”.

Il procuratore di Taranto Franco Sebastio , interdetto per l’assenza del ministro, ha deciso di scrivere direttamente a Clini, chiedendo attenzione del governo sul tema Ilva: “In tale lettera il procuratore ha evidenziato come dalla relazione tecnica si desumano elementi conoscitivi tali da destare particolare allarme, che possono e debbono essere valutati dagli enti diretti destinatari di questa comunicazione, i quali sono titolari di specifici poteri-doveri di intervento in materia ambientale e, soprattutto, di tutela della salute e incolumità delle persone da esercitare senza ritardo”, questo è ciò che si legge nella relazione della commissione parlamentare.

Ma fino al 20 giugno , data di approvazione del documento sulla Puglia, non c’è stata risposta.E dire che il sequestro degli impianti era noto a tutti, parlamentari inclusi !

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