Ilva: un caso sempre più aperto COMMENTA  

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Volantino distribuito tra i lavorato Ilva di Taranto

Nichi Vendola chiede da tempo una bonifica, L’Arpa denuncia le polveri inquinanti e tossiche e poi ci sono loro, l’altra faccia della storia “Ilva”, i pro-stabilimento, promotori della coesistenza tra il mostro siderurgico tarantino e il territorio.


Ma come possono convivere  inquinamento e salute nella stessa città? Un’ incognita anzi un ossimoro perfetto se si pensa al governatore Vendola, leader di un partito che porta il nome di Sinistra Ecologia Libertà.


Eppure il tavolo delle trattative è appena aperto. Lo scorso 15 marzo c’è stato un incontro tra Nichi Vendola e Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente, volutamente organizzato a Bari sul caso Ilva di Taranto.


L’incontro ha ufficializzato l’impegno del governo di appoggiare la Regione Puglia nel designare un nuovo piano per la città di Taranto.

Secondo Vendola è necessario conformarsi alle linee europee, intervenire con una completa opera di bonifica,  trasformando il problema dei lavoratori Ilva in una grande opportunità. Come?

Corrado Clini, ritiene che la giusta via per evitare altre vittime, sia rispettare le prescrizioni ambientali senza ledere la competitività della più grande industria siderurgica italiana. In altri termini senza conseguenze per i lavoratori dell’Ilva e per le loro famiglie, ma trovando una soluzione alla produzione di polveri grossolane e sottili.

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Intanto nella stessa mattinata i lavatori hanno presidiato civilmente la stazione aeroportuale di Bari, in occasione dell’incontro Vendola-Clini, chiedendo si non toccare il loro stabilimento.

Su Facebook  è nato il gruppo «Taranto e Ilva insieme» (davvero non si può?), con lo scopo sia  di raggruppare i consensi, che di “informare sulle tematiche ambientali  e di sicurezza, condividendo il reale impegno profuso quotidianamente, dai lavoratori e dall’azienda, per rendere possibile la coesistenza tra industria e territorio”, come riporta il volantino distribuito in questi giorni  e indirizzato ai dipendenti.

Maria Grazia Lisi

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