Ilva: vertice sull’impatto ambientale, per Vendola “servono urgenti bonifiche”

Bari

Ilva: vertice sull’impatto ambientale, per Vendola “servono urgenti bonifiche”

Sessant’anni di inquinamento gravano sulla città di Taranto. È la constatazione che Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, ha presentato al vertice sull’impatto ambientale dello stabilimento siderurgico, tenutosi ieri pomeriggio a Taranto.

L’ex Italsider ha prodotto veleni e danni irreparabili per la salute dei tarantini. Oltre alle conseguenze letali per l’uomo e l’ambiente, constatate proprio ieri dall’indagine epidemiologica (che ha confermato la stretta relazione tra l’Ilva l’alta mortalità nel tarantino per malattie tumorali), le conseguenze di tanto inquinamento si presenteranno anche nei prossimi anni. Un problema simile merita attenzione da parte dello Stato e dell’Europa.

Concretamente Vendola, dopo la legge per abbattere le emissioni di diossina e furani, chiede “una legge speciale per Taranto, affinché lo Stato si faccia carico dei risarcimenti e di un’opera di bonifica”, quest’ultima considerata una fondamentale “opera economica e sociale di cui la città ha bisogno”.

La proposta è unanimemente condivisa da maggioranza e opposizione, impegnate nel portare in Consiglio Regionale una proposta di perizia, per affrontare al meglio il problema dei parchi minerari.

Impellente per il Presidente la richiesta al Ministro della Salute, di “una deroga al turn over del personale sanitario nella Asl di Taranto”.

La questione è anzitutto sanitaria ed “è evidente che Taranto abbia una corsia privilegiata su questo”.

Nell’ultima settimana lo stabilimento di Riva è stato al vaglio di numerose critiche. In ogni caso le sorti dell’Ilva sono destinate a mutare radicalmente la vita della città, sia in termine ambientali che produttivi. Non dimentichiamo che se l’Ilva dovesse chiudere circa 20 mila persone perderebbero il lavoro.

Maria Grazia Lisi

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