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Imu: Ok al decreto, ma così non basta

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Imu: Ok al decreto, ma così non basta

Gli emendamenti al decreto fiscale 16/2012, concernenti il carico dell’Imu gravante sul mondo agricolo, sono stati approvati grazie al continuo lavoro di monitoraggio e sollecitazione portato avanti da Regioni e Organizzazioni agricole.
Il risultato raggiunto si traduce nell’aver bloccato a 224 milioni l’ammontare complessivo di Imu agricola da versare allo Stato (135 milioni per i fabbricati rurali a uso strumentale e 89 milioni per i terreni). Altri due aspetti non vanno inoltre sottovalutati: il fatto di poter proseguire nell’abbassamento dell’aliquota nel caso l’incasso superi i 224 milioni pattuiti e l’allargamento dei Comuni montani ai quali sarà garantita l’esenzione dall’Imu.

L’Assessorato Regionale all’Agricoltura piemontese considera positivi gli emendamenti approvati fino a questo momento: la limitazione del tetto dell’Imu complessiva da versare, l’allargamento delle aree montane esenti, la possibilità di rivedere al ribasso le aliquote. Significa che i numeri e le argomentazioni presentate al Mipaaf da parte di Regioni e Organizzazioni agricole evidentemente erano fondate e veritiere.
Preso atto di questi primi importanti risultati, l’Assessore però non può considerarsi soddisfatto nel complesso e, soprattutto, non si può dire terminata l’azione di dibattito con il Mipaaf da parte del Piemonte per rivedere l’intero sistema di tassazione sul mondo rurale: il carico di imposte sul settore primario continua a rimanere eccessivo, i costi di produzione sono al limite del proibitivo e di questo passo si rischia di schiacciare l’attività di migliaia di aziende.

Non è accettabile che le tasse vadano a colpire per primi e in modo indiscriminato i lavoratori agricoli. Le Regioni in questi ultimi mesi hanno lavorato intensamente in questo senso: discussioni, tavoli di dialogo, civile opposizione, avanzato proposte, analizzato dati. Si continuerà su questa strada con impegno e tenacia per garantire agli agricoltori di poter lavorare serenamente senza essere oppressi dalle spese.

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