In attesa del 25 Aprile: la memoria di quei giorni vive ancora!

Roma

In attesa del 25 Aprile: la memoria di quei giorni vive ancora!

In attesa del fatidico 8 settembre 1943, circa 40 mila italiani che non si arresero alla violenza nazista si unirono ai partigiani jugoslavi combattendo in Montenegro e nelle altre regioni con grande onore e conquistandoin tal modo la stima dei vicini di casa. Morirono in 20 mila per riscattare il popolo dall’oppressione fascista, molti di essi disertarono volontariamente dall’esercito di occupazione jugoslavia per unirsi alla Resistenza di Tito, contravvenendo agli ordini nazifascisti e da questi episodi si può attestare la nascita del movimento partigiano. La storia purtroppo ha spesso manipolato i fatti a suo piacimento ma un dato è certo: gli Jugoslavi persero, a causa dell’occupazione tedesca , italiana, ungherese e bulgara circa 1 milione e 700 mila uomini, ossia più del 10% della popolazione di allora. Fra questi, morirono oltre 400 mila persone che occupavano i territori annessi all’Italia proprio per mano italiana, oltre al fatto che vennero distrutte il 25% delle abitazioni.

Ricordiamo tristemente che dei generali coinvolti nei massacri di civili, negli stupri di massa e nelle fucilazioni dei partigiani ( si tratta di almeno 700 persone), fu condannato a morte solo il tenente delle Camicie nere Luigi Serrentino, che tra l’altro, incredibile a dirsi, ricevette la medaglia alla memoria come vittima delle foibe da Napolitano nel 2007 in occasione della Giornata del Ricordo.

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