In fuga dal rumoreCOMMENTA

 

Da nord a sud,non c’è pace per i timpani. Traffico, clacson, sirene, trivelle, motociclette, camion della spazziatura, gente che conversa al cellulare ad alta voce in strada, in treno, in metropolitana. La sera va anche peggio :c’è chi è costretto a subire la movida, concerti all’aperto, feste, schiamazzi fino a tardi, vicini turbolenti, rombo degli impianti industriali.

Il silenzio è diventato un bene raro, persino in vacanza. E le conseguenze si sentono. Cosa fare?la domenica è il giorno ideale per andare a scoprire, a piedi o in bicicletta,  a segnalare le zone dove regna la tranquillità ci pensa l’Accademia del silenzio (www.lua.it/accademiasilenzio/i-luoghi-del-silenzio).

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Ci sono le sound walking passeggiate che insegnano come mettersi in ascolto, organizzate in diverse parti d’Italia, anche di notte. Ci sono mete speciali in Italia e in Europa che invitano alla riflessione e alla quiete assoluta.

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Una di queste è il Lago d’Orta (www.lagodorta.net– clicca su luoghi della fede)troverai il percorso del silenzio e della meditazione: se cammini in un senso si leggono cartelli in cui si parla di forza e di efficacia del silenzio mentre nell’altro le scritte inducono alla riflessione interiore.

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Per l’estate si può puntare anche ad un’oasi di pace: i Relais du silence o le comunità monastiche che danno ospitalità e poi ci sono hotel con soluzioni ad hoc come i “Crowne Plaza” che hanno zone protette in cui dalle ore 21 alle ore 18 del mattino non ci sono rumori.

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