"In Italia si chiama amore", Melissa P. torna a stupire - Notizie.it

“In Italia si chiama amore”, Melissa P. torna a stupire

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“In Italia si chiama amore”, Melissa P. torna a stupire

Palermo – E’ una Melissa P. in vecchio stile quella che, con un piglio squisitamente colloquiale, affronta con naturalezza quasi disarmante argomenti considerati intoccabili dalla maggior parte degli scrittori. Dopo il celebre “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” la scrittrice si immerge nuovamente nelle “vie del sesso” delle più disparate città italiane, scoperchiando i vizi e le perversioni della “gente comune” e racchiudendole con efficacia tra le pagine del romanzo “In Italia si chiama amore” (Bombiani, 2011).

Trasgressione

Città dopo città, esperienza dopo esperienza, la prosa della scrittrice ci racconta con irrefrenabile semplicità i gusti e le varianti sessuali degli italiani. Se, come recitava quella celebre t-shirt di Madonna: “Italians do it better”, allora l’argomentazione di Melissa P. non può che essere di ampia portata, raggiungendo, infatti, tematiche quali l’uso e l’abuso di potere per conquistare sesso facile, i mercenari del sesso e la “politica che comunica con i genitali”, acquisendo, in questo modo, un valore non solo squisitamente romanzesco ma anche di cronaca e, perché no, di critica.

Non solo sesso

Costituirebbe tuttavia un errore banale pensare al libro come una mera e sterile apologia della carne; “In Italia si chiama amore” non è e non intende essere una didascalica raccolta di amplessi disseminati un po’ in tutto lo Stivale, bensì un’attenta riflessione sulle varie figure – intese in senso psicologico – che popolano l’universo italiano del sesso.

Melissa P. riesce nell’intento grazie a personaggi fittizi che incarnano alla perfezione questi modi di essere: i romantici, gli escorcisti, i trasgressori… Con questo libro è come se l’autrice impacchettasse i gusti erotici degli italiani per poi catalogarli e metterli in bella vista per gli avidi occhi dei lettori.

Un romanzo spudoratamente sincero

E’ questo, a mio avviso, il risvolto più apprezzabile del libro; la sua sincerità è così spontanea da apparire quasi spudorata, e Melissa P. tratta senza alcun velo argomenti generalmente classificati come tabù. Non stupisce il fatto che parecchi critici, probabilmente ancorati a pesanti principi d’etica morale, le abbiano puntato il dito contro con fare circospetto. Tuttavia il suo stile è pulito e scorrevole e il contenuto davvero interessante. Un romanzo che merita d’essere letto con un’attenzione certamente superiore rispetto alla quale, purtroppo, diversi lettori sono portati a dedicarle.

Filippo Munaro

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