In manette l’imprenditore Tonino Perna

Cronaca

In manette l’imprenditore Tonino Perna


In manette l’imprenditore Tonino Perna
Il re del tessile è accusato di bancarotta fraudolenta con oltre 61 milioni di euro di cra. Venti i nomi nel registro degli indagati

MILANO – La Guardia di Finanza di Isernia, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal gip presso il locale Tribunale, ha arrestato l’imprenditore Tonino Perna, 64 anni, già a capo della It Holding, società della moda che produceva per i maggiori marchi nazionali, con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Oltre 61 milioni di euro il valore del crac.

Tonino Perna è stato al vertice del gruppo societario Ita Holding operante nel settore tessile e ritenuto di assoluta rilevanza nel campo della moda, per aver prodotto capi di abbigliamento con i marchi delle più famose griffe nazionali, quali Gianfranco Ferrè, Malo, Romeo Gigli, Just Cavalli, Dolce e Gabbana.

All’imprenditore sono stati sequestrati tre immobili a Capri, tra cui una sontuosa villa, una casa in pieno centro a Roma, in via dei Greci 34, un’altra villa a Porto Cervo, in Sardegna, uno yacht e conti correnti per centinaia di migliaia di euro.

L’imprenditore è stato arrestato su disposizione del Gip Roberta D’Onofrio, che ha anche disposto tre misure di interdizione dell’esercizio della professione nei confronti di tre ex amministratori delle società del gruppo It Holding: il commercialista Simone Feig, l’avvocato Antonio di Pasquale e Maurizio Negro, indagati per i medesimi reati contestati a Perna. In tutto nel registro degli indagati figurano venti nomi.

Tonino Perna per anni è stato protagonista della moda italiana. La sua prima creatura, la Pop 84, rivoluziona il casual negli anni Ottanta. Nel ’90 esce dalla società e si dedica alla Ittierre, nata per aggredire il mercato del lusso accessibile con le seconde linee firmate.

Perna è stato tra i primi a sperimentare con successo le licenze: Trussardi, Versace, Dolce e Gabbana con le quali, negli anni Novanta, volano i fatturati.

Nel 1997 Perna porta in borsa la Ittierre, il cui titolo sarà destinato a restare sotto il livello di quotazione. Nel 2002 tenta la diversificazione e rileva da Citygroup la carta di credito Diners, il contratto riguarda nove paesi europei e 30 africani. Ma l’avventura nella finanza non sarà così esaltante e dopo alcuni anni Perna cede Diners.

Nel 2002 il grande salto nella moda: da licenziatario a proprietario di marchi prestigiosi, con l’acquisto della maison Ferrè e gli stabilimenti Malo e Gigli.

Il gruppo It Holding, diventata capofila delle varie attività della famiglia, cerca nuovi mercati e fatturati e per questo cresce anche l’indebitamento.

La crisi del settore e le pressanti richieste di rientro delle banche portano It Holding al default. Tonino Perna cerca un partner ma non lo trova, a marzo 2009 getta la spugna e la società finisce in amministrazione controllata.

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