In Senato si attiva la lobby dei commercianti contro la Black List

Economia

In Senato si attiva la lobby dei commercianti contro la Black List

Interno di un esercizio commerciale
Interno di un esercizio commerciale

Si era parlato molto, ultimamente, di lobby all’opera in Parlamento per svuotare di contenuti i provvedimenti presi di volta in volta dal Governo e la controprova è arrivata, sul problema della Black List dei commercianti segnalati per la mancata emissione dello scontrino fiscale. In questo caso si tratta di una lobby estremamente corposa, presente in molti partiti, tanto da spingere PDL, Lega e PD a presentare emendamenti soppressivi in Commissione Bilancio e Finanze del Senato verso il provvedimento che dovrebbe portare alla formazione di liste dalle quali l’amministrazione fiscale può attingere per predisporre ispezioni fiscali. Per quanto concerne i democratici, il partito ha poi sconfessato come iniziative personali tali emendamenti, affermando per mano di Mauro Agostini e Giuliano Barbolini: “Il Pd è da sempre impegnato per la lotta all’evasione e all’elusione fiscale e, sin da quando era al governo, ha proposto misure dure e assai impopolari per rendere i controlli fiscali più severi e stringenti.

Pertanto il gruppo del Pd al Senato, appoggia con convinzione la misura prevista dal governo nel decreto fiscale sulle liste selettive di commercianti, segnalati per la non emissione di scontrini. Proprio per questo, come capigruppo non abbiamo presentato alcun emendamento al testo su tale questione anzi, abbiamo fatto di più e, attraverso emendamenti a nostra prima firma, chiediamo che venga istituito il cosiddetto ‘bollino blu’ per i commercianti virtuosi nei confronti del fisco. Invece, saranno subito ritirati gli emendamenti sulle liste selettive dei commercianti evasori presentati a titolo personale da alcuni senatori del nostro gruppo”.
In pratica, il PD, accogliendo le sollecitazioni arrivate nei giorni scorsi dal direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera, propone di istituire un attestato, il cosiddetto “bollino blu”, a chi è in regole con gli obblighi fiscali. Un segnale del tutto contrario a quello lanciato da alcuni parlamentari democratici con la iniziativa contraria alla Black List dei commercianti infedeli.

Nonostante la sconfessione del partito, rimane però molto preoccupante la sempre più invasiva opera delle lobbies all’interno di un Parlamento ove la difesa di interessi corporativi, sembra essere diventata la regola.

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