In tre giorni Unicredit ha perso il 37% del proprio valore azionario

Economia

In tre giorni Unicredit ha perso il 37% del proprio valore azionario

Federico Ghizzoni
Federico Ghizzoni

Non accenna a fermarsi il tracollo di Unicredit sui mercati borsistici. Nelle ultime tre sedute, l’istituto finanziario guidato da Federico Ghizzoni ha perso il 37% del proprio valore a Piazza Affari, un vero e proprio tracollo che ha seminato preoccupazione tra gli operatori finanziari e spinto più di qualcuno ad interrogarsi sulla solidità del sistema bancario del nostro paese. Richiesto di un parere su quanto sta succedendo, Mario Monti, da Parigi ove si trovava per una serie di incontri con Sarkozy e Fillon, ha affermato: «La solidità del sistema bancario italiano è fuori discussione. Quello italiano è un sistema fra i più solidi si è impegnato molto meno di altri in operazioni ardite negli anni precedenti». Al contempo ha riconosciuto che le attuali difficoltà di Unicredit potrebbero essere anche dovute alle tensioni sul debito pubblico italiano.
Per effetto di queste perdite, la capitalizzazione, cioè il valore attribuito dal mercato al secondo gruppo bancario italiano, il primo paneuropeo attivo in 22 paesi, è precipitata ai minimi di 8 miliardi di euro, dai 17 che valeva appena quattro mesi fa e dai 60 di quattro anni fa, ed è ormai quasi pari all’importo dell’aumento di capitale cui sono chiamati gli azionisti il prossimo 9 gennaio.

Il prezzo del titolo che viaggia sotto i 4 euro è tornato ai livelli che aveva prima della privatizzazione, avvenuta nel 1992. Tra l’altro, il crollo in questione è diventato oggetto di una indagine della Consob a proposito di presunte anomalie nell’andamento del titolo e possibili violazioni delle restrizioni poste sin dall’inizio della crisi sulle cosiddette vendite allo scoperto, cioè vendite effettuate senza possedere i titoli. Alcuni esperti, indicano in una possibile uscita di un importante socio che potrebbe decidere di non partecipare all’aumento di capitale, uno dei principali motivi di quanto sta avvenendo, mentre si rincorrono anche voci su manovre di un potenziale scalatore interessato ad un deprezzamento delle azioni.

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