Incontro dei sindaci per la salvaguardia del Parco fluviale Gesso e Stura

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Incontro dei sindaci per la salvaguardia del Parco fluviale Gesso e Stura

Lunedì 1 ottobre (alle ore 18), presso la sala consiliare del Comune di Cuneo, si è svolto un incontro tra i sindaci del Parco fluviale Gesso e Stura (Borgo San Dalmazzo, Castelletto Stura, Centallo, Cervasca, Cuneo, Montanera, Roccasparvera, Roccavione, Sant’Albano Stura, Vignolo) in merito al problema derivante dal disegno di legge regionale n. 285 che, se approvato così come è stato formulato, andrebbe di fatto a cancellare il 93% dell’attuale territorio del Parco.


Durante la riunione, a cui hanno partecipato anche i consiglieri regionali Tullio Ponso e Mino Taricco, è emersa in maniera evidente la preoccupazione dei sindaci del territorio, timorosi di vedere cancellati anni di sforzi per la salvaguardia di un’importante area verde, tanto più per una norma che ha come obiettivo la tutela della caccia.

I consiglieri regionali, dopo aver manifestato la piena solidarietà nei confronti dei comuni interessati, hanno riassunto in modo esaustivo la situazione, condividendo in pieno i dubbi e le perplessità espresse dai sindaci.

Ponso e Taricco hanno inoltre annunciato la loro piena disponibilità a sostenere la battaglia nell’aula del consiglio regionale, manifestando un moderato ottimismo su una possibile risoluzione della questione. Hanno inoltre promesso di tenere costantemente informati sull’evoluzione della situazione i sindaci interessati, che presumibilmente torneranno a riunirsi a breve per concordare le mosse da compiere per salvare il territorio del “loro” parco.

«Il punto centrale della questione – dichiarano il Sindaco di Cuneo Federico Borgna e l’Assessore all’ambiente del Comune Davide Dalmasso – è mantenere le attuali tutele nell’area del Parco, non ostacolare o rendere impraticabile la caccia. Capiamo che in ballo ci sono degli interessi contrapposti, però non possiamo permettere di vedere cancellato con un colpo di spugna legislativo la quasi totalità della superficie dell’area. Infatti la decisione del Consiglio regionale di rimandare fino a metà del prossimo anno la decisione sulle cosiddette “aree contigue” riporta gran parte delle aree che attualmente fanno parte del Parco allo stato non tutelato di aree “normali”, senza quindi più tutele di nessun genere, sia dal punto di vista costruttivo, che estrattivo, di tutela ambientale e soprattutto di caccia. Confidiamo che la Giunta regionale faccia proprie le nostre osservazioni e trovi il modo di salvaguardare un’area fondamentale per l’ambiente e lo sviluppo turistico della nostra zona.»

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