Incontro sulla figura di Don Ramazzina alla Cittadella della Banca di Caraglio

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Incontro sulla figura di Don Ramazzina alla Cittadella della Banca di Caraglio

Venerdì 8 novembre, alle 18, a Caraglio, presso la Cittadella della Banca di Caraglio in piazza della Cooperazione 1, avrà luogo la conferenza dal titolo “Don Silvio Felice Ramazzina a cento anni dalla morte: un interprete dei bisogni sociali del suo tempo”. Oltre ai vertici dell’istituto di credito interverranno: Ezio Bernardi, direttore de La Guida, Don Gianni Rivoira, parroco di Caraglio, e gli storici Maria Bramardi, Adriano Armando e Arturo Rosso, tutti esperti del tessuto produttivo e sociale del territorio caragliese e profondi conoscitori della figura di Don Ramazzina. Proprio al sacerdote cofondatore della Banca verrà inoltre intitolata la sala conferenze. L’ingresso è libero e rivolto a tutta la cittadinanza. Per ulteriori informazioni telefonare al numero 0171/617151 o scrivere a info@caraglio.bcc.it.


“Abbiamo deciso di inaugurare un ciclo di incontri autunnali alla Cittadella con un momento pubblico dedicato a Don Felice Ramazzina – spiega Livio Tomatis, presidente della Banca di Caraglio -, che in un periodo non semplice per il nostro territorio, riuscì a comprendere le necessità di una comunità, all’epoca fortemente rurale, e a far sì che questa si dotasse di un istituto di credito capace di fornire risposte concrete ai bisogni impellenti dell’epoca”.

“Desideriamo che la Cittadella della Banca, recentemente inaugurata, sia sentita parte integrante del tessuto urbano e sociale del territorio e venga vissuta dalla comunità locale – dichiara Giorgio Draperis, direttore generale dell’istituto di credito -; per questo motivo abbiamo ideato questo momento, al quale ne seguiranno altri nel corso dei mesi. Ci auguriamo che la risposta del pubblico sia all’altezza della figura di Don Ramazzina, autentico aggregatore di interessi condivisi”.

Era il 1892 quando Don Silvio Felice Ramazzina decise di riunire altre 14 personalità caragliesi del tempo con l’intento di fondare un’istituzione che avesse tra i suoi scopi principali quello di combattere l’usura, piaga che allora affliggeva soprattutto le famiglie dei contadini e degli artigiani di più modeste condizioni, che dovevano fare ricorso a prestiti quanto mai onerosi. L’opera portata avanti da Don Ramazzina, fondatore anche dell’Istituto dei Poveri Vecchi e dell’Orfanotrofio Femminile, si inseriva in un movimento che in quegli anni aveva interessato buona parte dell’Italia settentrionale, vedendo in molti casi i sacerdoti prodigarsi in attività simili per dare vita ai primi strumenti di mutualità creditizia. Fu così che anche a Caraglio nacque la “Cassa Rurale di Prestiti”, guidata da Luigi Moschetti, primo Presidente.

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