Incontro tra Monti e Camusso per la riforma del mercato del lavoro - Notizie.it
Incontro tra Monti e Camusso per la riforma del mercato del lavoro
Economia

Incontro tra Monti e Camusso per la riforma del mercato del lavoro

Susanna Camusso
Susanna Camusso

Proseguono le trattative per arrivare ad una riforma del mercato del lavoro che possa consentire a Mario Monti di presentarsi di fronte all’Europa avendo adempiuto ad un preciso impegno e ai sindacati di ottenere un risultato che consenta loro di salvare la faccia e dimostrare di non essere quel monolite conservativo che Confindustria vorrebbe far credere. E a questo punto, il pallino passerebbe proprio nelle mani delle organizzazioni datoriali, che non avrebbero più scuse da accampare nella creazione di nuovi posti di lavoro in un mercato liberato dagli asseriti lacci e lacciuoli creati dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Ad accelerare il tutto, un incontro segreto tra il Presidente del Consiglio e Susanna Camusso, leader della CGIL, nel quale sembra sia stato ottenuto un primo compromesso sulle misure che l’esecutivo varerà entro marzo, una mediazione che dovrebbe salvaguardare la sostanza dell’articolo 18 e al tempo stesso favorire le esigenze degli imprenditori.

I resoconti che trapelano circa l’incontro, parlano di un confronto serrato, chiuso con una disponibilità reciproca a chiudere nei tempi stabiliti un’intesa che prevede il varo di una normativa che sospenda e non cancelli l’articolo 18 per chi esce dal precariato e una interpretazione meno rigida del principio di giusta causa da parte dei tribunali del lavoro. Una soluzione che anche la Camusso ha accettato di valutare. Il principio sarebbe quello di prevedere per chi ha una lunga esperienza di precariato la possibilità di passare alla stabilità accettando una prima fase in cui per tre o quattro anni non è vietato interrompere il rapporto. Assodato che il 97 per cento delle aziende e il 67 per cento dei lavoratori sono già sottrattati alla disciplina dell’articolo 18 perché impiegati in strutture con meno di 15 dipendenti, sarà difficile che nasca un numero consistente di medie e grandi imprese. La nuova normativa, sarebbe però un buon biglietto di presentazione per gli investitori internazionali.

Ragionamento analogo sulle partite Iva, troppe in Italia e dovute soprattutto alla necessità da parte del datore di lavoro di mascherare il rapporto di dipendenza.
Non bisogna sottovalutare il fatto che a favorire la trattativa è stato proprio il nuovo clima creato dal nuovo esecutivo che, battute improvvide a parte, ha subito fatto capire di non voler rinnovare il metodo Sacconi, che aveva portato alla spaccatura tra le sigle sindacali. Con grande dispiacere probabilmente di Bonanni, il quale proprio grazie a quel metodo si era ricavato il ruolo di interlocutore privilegiato del governo. Coi risultati che si sono visti per i lavoratori, soprattutto nella vertenza Fiat. Nel frattempo, il negoziato ufficiale va avanti. Anche il ministro Lavoro Fornero, dopo la riunione di mercoledì scorso con la Cgil, aveva manifestato un certo ottimismo, tanto da parlare di un bel sentiero largo da percorrere. Il progetto del governo, resta quello di chiudere l’intesa entro marzo.

Anche se resta ancora da vedere se saranno appianati con successo gli ultimi ostacoli.

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