Incontro Trump - Merkel, ecco cosa è stato detto davvero

Incontro Trump – Merkel, ecco cosa è stato detto davvero

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Incontro Trump – Merkel, ecco cosa è stato detto davvero

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Com’è andato l’incontro fra il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e la cancelliera tedesca Angela Merkel?

Fra voci varie e presunte fake news, ecco le dichiarazioni dei due protagonisti. L’incontro allo Studio Ovale è stato definito “teso” da molti commentatori. Qualche atteggiamento (da entrambe le parti) e, per certi aspetti, anche il linguaggio del corpo non hanno convinto granché.

Cosa ha detto Donald Trump

Trump ha definito “ottimo” l’incontro con Angela Merkel. Ottimo, ha precisato via Twitter, “nonostante quello che avete sentito dalle fake news”. Poi l’aggiunta: “la Germania”, ha scritto l’ex tycoon, “deve una grande somma di denaro alla Nato e gli Usa devono essere pagati di più per la potente e molto costosa difesa che forniscono alla Germania”.

Quanto all’immigrazione, Donald Trump ha affermato che si tratta di “un privilegio, non di un diritto”, specificando anche che “un’America più forte è nell’interesse del mondo intero”. Parlando poi della battaglia legale sul bando immigrati, Trump ha affermato che lo stop subito dalla sua amministrazione ad opera di alcuni giudici rappresenta un “abuso senza precedenti”.

Cosa ha detto Angela Merkel

“E’ meglio parlarsi l’uno con l’altro piuttosto che parlare l’uno dell’altro”.

Questa una delle dichiarazioni rese da Angela Merkel nel corso della conferenza stampa alla Casa Bianca. “Durante il pranzo di lavoro”, ha anche detto, “parleremo e affronteremo anche il tema del libero commercio”. Una precisazione con cui la cancelliera tedesca ha fatto diretto riferimento alla minaccia, da parte di Berlino, di ricorrere contro gli USA presso la Wto (la Organizzazione del Commercio Mondiale) in caso di entrata in vigore della cosiddetta “border tax”, la tassa sulle auto prodotte all’estero promessa da Trump.

Sul tema dell’immigrazione, Angela Merkel ha ammesso che è necessario “proteggere i nostri confini”, ma senza dimenticare di “guardare ai rifugiati che fuggono dalle guerre e dalla povertà”.

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