Indennità ai parlamentari, modificata la norma. La casta resiste a Monti

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Indennità ai parlamentari, modificata la norma. La casta resiste a Monti

Chiamatela come volete, ma la lesione dell’autonomia delle camere è l’ultima invenzione per giustificare l’impossibile. Dopo la scoperta su come verranno reinvestiti i fondi per lo sviluppo: http://www.notizie.it/fondi-per-lo-sviluppo-usati-per-comprare-armamenti-militari/ ecco l’ultima invenzione dei nostri parlamentari. A partire da gennaio non saranno tagliati i 5.000 euro di indennità prevista per i parlamentari italiani in modo da adeguarli a quelli dei colleghi europei. E la politica mostra tutto il suo fastidio per l’azione, definendo inappropriato il tentativo del governo di riformare le indennità per decreto. Tutti d’accordo, da destra a sinistra, dal PD al PDL ma il rischio di irritare al massimo l’opinione pubblica è palese. asfCosa fare, ora che anche il Vaticano apre a far pagare l’ICI-IMU sui propri immobili in Italia che non siano esplicitamente luoghi di culto? (occorre poi capire cosa fare delle mense dei poveri, ma questo sarà da vedere) I nostri parlamentari stanno ora correggendo il tiro, affermando che il principio da non violare è la sovranità del Parlamento, quindi i tagli alle indennità andranno fatti, partendo da una Commissione Parlamentare adeguatamente costituita (e distribuisce maggiori introiti ai presidenti di Commissione, tra l’altro) per determinare le azioni ed i tempi giusti per equiparare le indennità dei parlamentari italiani a quelle europee.

Un modo molto italiano per rinviare il problema al prossimo governo eletto ed ai futuri parlamentari, mantenendo, almeno per questa legislatura, intatti tutti i privilegi.

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Francesco Quartararo 665 Articoli
Dottore in Giornalismo per uffici stampa, blogger dal 2005, a breve giornalista pubblicista, si interessa di tutto. Ma anche di più. Lo trovate sempre in giro per Palermo.