India non paga i 12 elicotteri di Finmeccanica: lo scandalo delle tangenti è dietro l’angolo COMMENTA  

India non paga i 12 elicotteri di Finmeccanica: lo scandalo delle tangenti è dietro l’angolo COMMENTA  

L’India ha sospeso i pagamenti degli elicotteri Augusta ed il titolo Finmeccanica è immediatamente crollato in borsa ( -4,08%).

La decisione è stata presa all’indomani dell’arresto del presidente Giuseppe Orsi, accusato di corruzione internazionale ( avrebbe autorizzato il pagamento di 51 milioni per concludere la commessa). In attesa della prossima assemblea, a dirigere il gruppo sarà Alessandro Pansa, mentre a ruolo di vicepresidente è stato nominato Guido Venturoni.


L’India ne fa una questione d’immagine e così il ministro della difesa indiano  A.K Anthony ha dichiarato:

“ Noi politici indiani non abbiamo preso un euro di tangente sull’acquisto dei 12 elicotteri AW101 di Augusta Westland. Se i soldi sono girati questo è successo in Italia”. Ha poi precisato “non vogliamo prendere decisioni affrettate” ed è per questo che il Governo ha affidato alla polizia indiana l’inchiesta sulla presunta tangente da 51 milioni di euro che Augusta Westland, allora guidata da Giuseppe Orsi, avrebbe pagato a dei funzionari indiani per piazzare 12 elicotteri attraverso degli intermediari residenti a Lugano.

 In questo periodo i soldi saranno congelati e se le accuse risultassero fondate, Augusta Westland e Finmeccanica non avranno mai più accesso in India.

Il principale accusato indiano è l’ex comandante dell’aviazione indiana S.P Tyagi, il quale ha prontamente dichiarato la sua estraneità ai fatti. L’uomo ha tuttavia ammesso di essere cugino dei tre fratelli che avrebbero fatto da tramite per veicolare la mazzetta. Taygi  è stato accusato di aver modificato i requisiti tecnici previsti per l’acquisto dei velivoli destinati al trasporto di alcuni politici per favorire l’Augusta Westland.

Certo il puritanesimo indiano suscita un riso amaro: il Paese è infatti tristemente noto per l’alto tasso di corruzione fra i suoi funzionari pubblici sia quelli della sinistra del Congresso, sia la destra induista.

La vicenda di Finmeccanica in Italia si è subito trasformata in una questione politica e in una ghiotta occasione per rimpallarsi a vicenda la responsabilità dell’elezione di Orsi ad amministratore delegato nel 2011 ( governo Berlusconi), carica alla quale si aggiunse sotto il governo Monti, anche quella di presidente, dopo le dimissioni di Pier Francesco Guarguaglini, raggiunto da un avviso di garanzia per la costituzione di fondi neri finalizzati al pagamento di tangenti.


Berlusconi attacca prontamente la magistraturauna magistratura giacobina sta mandando in malora l’Italia”, seguito dal fedele Angelino Alfano “la politica industriale italiana è nelle mani dei magistrati”. Per il Cavaliere la “decapitazione “dei vertici di Finmeccanica ( da parte della magistratura) comporterà gravissime conseguenze economiche perché l’azienda- ha spiegato Berlusconi- agisce come altri concorrenti internazionali, mentre negli altri paesi non c’è una magistratura come la nostra.


Traducendo il discorso di Berlusconi in termini spiccioli: quando negli altri paesi si vendono armi all’estero, è risaputo che i soldi vengono spartiti tra tutte le fazioni, mentre governo e magistratura fanno il gioco delle tre scimmiette; in Italia, per questa fissazione assurda della correttezza, le aziende straniere non potranno più avere la concorrenza di Finmeccanica e delle aziende da lei controllate.

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Ma sotto accusa più di tutti è la Lega, che aveva sostenuto fortemente la nomina di Orsi. Maroni si è subito difeso replicando che Orsi aveva avuto l’appoggio del Carroccio per i meriti e non per l’appartenenza politica. Del resto si è potuto constatare che il realtà l’ad aveva rapporti  più stretti con Comunione e Liberazione e con Opus Dei che non con la Lega.

Alla fine dei giochi salta fuori che la colpa è di Monti, uomo che più di tutti aveva investito Orsi di grandi poteri, anche se la cosa presuppone che si tratti di una scelta condivisa dall’intero mondo politico.

Monti, difendendosi dalle accuse ha dichiaratoAdesso che è tutto chiaro il governo punta ad una governance efficace e personalità di alto livello per Finmeccanica”.

Per Ingroia “ Monti doveva immediatamente chiedere le dimissioni di Orsi quando si stavano profilando accuse così gravi contro di lui, non aver fatto nulla equivale a una complicità politica. Consideriamo complici Monti e i partiti che lo hanno sostenuto

Analizzando i fatti, sembra quasi che il nostro governo abbia come obiettivo finale , dal punto di vista economico, la svendita delle aziende pubbliche strategiche, basti pensare che Monti ( ex Goldman  Sachs ) ha parlato della necessità di vendere il patrimonio immobiliare e “mobiliare” dello Stato per ridurre il debito del nostro paese.

Precisiamo che per” mobiliare” si intendono le azioni delle società che ad oggi appartengono al settore pubblico: Finmeccanica, Eni ed Enel, società di strategica importanza per la nostra politica estera.

Guarda caso le prime due sono finite nell’occhio del ciclone per le presunte mazzette ( Eni per quelle pagate dalla Saigem in Algeria). Detto ciò si deduce che gli scandali porteranno al ribasso le quotazioni di tali aziende pubbliche e che si potranno tranquillamente svendere con buona pace dei nostri tecnocrati speculatori, servi dei concorrenti esteri e della finanza anglo-americana che ha colonizzato l’Italia e che ha affidato il ruolo di leader a Monti.

Ieri intanto Orsi ha ricevuto in carcere la visita del radicale Maurizio Turco ed ha affermato fate bene a fare quello che fate. La situazione del carcere non si capisce finchè non ci si è dentro. Confido che i giudici capiranno che ho agito solo per il bene della mia azienda”.

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