India, ogni ora una sposa uccisa per “dote inadeguata”

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India, ogni ora una sposa uccisa per “dote inadeguata”

E’ piuttosto noto che in India sia ancora importante, anzi fondamentale, la “dote della sposa”. Talmente importante e fondamentale che molte spose rimangono vittime della “dowry death”, “morte per dote”: vengono cioè uccise per “dote inadeguata” (rispetto a quanto era stato pattuito). Il nuovo dato è che per tale motivo viene uccisa una donna quasi ogni ora. Nonostante la legge abbia cercato di porvi rimedio, questa terribile “usanza” è addirittura aumentata, tanto che nel Duemila, le vittime sono state circa settemila, nel 2010 e la cifra è arrivata a quota ottomilaquattrocento. Ora siamo nel 2012: chissà quante spose sono state assassinate nel frattempo.

Aggiunge orrore all’orrore il fatto che spesso il marito e i suoi familiari riescono a farla franca. Eppure il codice penale indiano, rivisto nel 1986, parla di questo crimine, diventato sempre più una piaga: “Quando la morte di una donna è causata da scottature o da feritecorporali, o quando si verifica in circostanze anomale nei sette anni che seguono il matrimonio e quando è provato che, poco prima della morte, la vittima è stata oggetto di atti crudeli o di molestie da parte del marito o della famiglia del marito, in relazione con una richiesta di dote”. La legge su tale tema è del 1961 ma la situazione è andata via via peggiorando.

La principale modalità sono le “bruciature”. Facile dunque far passare tali omicidi “incidenti domestici” dovuti a una fiammata mentre la donna stava cucinando o anche per sucidi. Tragicamente interessante però è che le vittime siano sempre mogli, mai altre donne della famiglia. Inoltre i matrimoni in India sono ancora precoci, perciò le vittime sono giovanissime, perlopiù tra i 18 e i 26 anni. Ciò avviene particolarmente al Nord dell’India, negli Stati di Uttar Pradesh, Rajastan, Madhya Pradesh e Punjab. Nel 2003

Non sono servite le campagne di alcune associazioni per i diritti della donna, poichè è la stessa società indiana a continuare a difendere tale “pratica”. Alle motivazioni tradizionali e culturali si aggiunge il fatto che il matrimonio è diventato nella più grande democrazia del mondo proprio una questione meramente materiale di denaro. Non è servito nemmeno il coraggioso gesto compiuto nel 2003 dall’allora 23enne Nisha Sharma, che a denunciato il suo prossimo sposo, reo di aver picchiato il padre di lei proprio a causa di una “dote inadeguata”.

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  1. Anonimo

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