Inps, nuove regole per pensioni di invalidità: cosa cambia

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Inps, nuove regole per pensioni di invalidità: cosa cambia

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In arrivo importanti novità per quanto riguarda l'erogazione delle pensioni di invalidità: a renderlo noto è stata l'Inps

Stanno per arrivare delle importanti novità per quanto riguarda coloro che percepiscono le pensioni di invalidità o comunque si appresta a fare richiesta per riceverle.

Ecco tutte le novità sulle pensioni di invalidità

Nel messaggio 3098/2017 l’Inps ha diffuso quelle che sono le nuove regole che riguardano l’erogazione della pensione di invalidità. In questa nota l’Istituto di Previdenza ha spiegato nel dettaglio cosa cambierà nei requisiti necessari per la liquidazione della pensione di invalidità.

Andiamo dunque a scoprire tutte le novità che riguarda queste nuove regole. In primo luogo, l’Inps si è adeguata all’orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione a Sezioni Unite e ha stabilito che per quanto riguarda la verifica dei redditi per la liquidazione delle prestazioni di invalidità civile i pagamenti arretrati soggetti a tassazione separata non debbano più essere computati sulla base del principio di base.

In altre parole, i pagamenti arretrati non devono più essere computati nel loro importo complessivo, ma sulla base degli importi che sono stati maturati nel corso di ciascun anno di competenza.

Il cosiddetto principio di cassa in questo modo viene dunque a decadere.

Di conseguenza, da questo momento in poi le sedi Inps, in fase di acquisizione dei redditi di coloro che hanno diritto a percepire la pensione di invalidità, dovranno quindi ripartire manualmente gli importi arretrati per ciascun anno di competenza.

Inoltre, l’Istituto Previdenziale ha spiegato che, in relazione alle istanze presentate prima della circolare e che erano state respinte in virtù dell’applicazione del principio di cassa, la Sede dovrà accogliere le istanze di autotutela eventualmente pendenti per la domanda respinta.

Il messaggio dell’Inps sulle novità per le pensioni di invalidità

Ecco nello specifico il messaggio pubblicato dall’Inps sul proprio sito per quanto riguarda le novità sulle pensioni di invalidità: “In materia di verifica dei dati reddituali per i titolari di prestazioni collegate al reddito, la normativa vigente (art. 35, comma 8, del decreto legge 30 dicembre 2008 n. 207, convertito in legge 27 febbraio 2009, n. 14, come modificata dal decreto legge 31 maggio 2010, n.

78, convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122) prevede che: “ai fini della liquidazione o della ricostituzione delle prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito, il reddito di riferimento è quello conseguito dal beneficiario e dal proprio coniuge nell’anno solare precedente. Per le prestazioni collegate al reddito rilevano i redditi conseguiti nello stesso anno per prestazioni per le quali sussiste l’obbligo di comunicazione al Casellario centrale dei pensionati di cui al Decreto del Presente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1388 e successive modificazioni e integrazioni”.

La circolare 126/2010, al punto 5.3.1, nel fornire le necessarie istruzioni in materia, opera una distinzione tra assegno sociale e prestazioni di invalidità civile.

Per la prima tipologia di prestazione la circolare, in coerenza con l’art. 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, precisa che, nel computo dei redditi ai fini del riconoscimento dell’assegno, si applica il criterio di competenza.

Per le prestazioni di invalidità civile, invece, stabilisce, in mancanza di diversa previsione di legge, che, per la determinazione del limite reddituale, si debbano computare tutti i pagamenti arretrati soggetti a tassazione separata conseguiti, a prescindere dall’anno di competenza (criterio di cassa).

Sulla questione da ultimo illustrata è sorto un contenzioso giudiziario, nel quale l’Istituto è risultato soccombente, che si fonda su una pronuncia della Cassazione a sezioni unite (sentenza n.

12796/2005).

Tale sentenza, in tema di erogazione dei benefici previdenziali e assistenziali collegati al reddito, statuisce che, per la determinazione del limite reddituale, “devono essere considerati anche gli arretrati – purché non esclusi del tutto da specifiche norme di legge (ad esempio, l’art. 3, comma 6, della L. 8 agosto 1995, n. 335, relativa all’assegno sociale) – non nel loro importo complessivo, ma nelle quote maturate per ciascun anno di competenza”.

In relazione a quanto sopra ed acquisito il parere favorevole del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l’Istituto dispone che, dalla pubblicazione del presente messaggio, nel computo dei redditi in tema di liquidazione delle prestazioni di invalidità civile gli arretrati siano calcolati non nel loro importo complessivo, ma sulla base dei ratei maturati in ciascun anno di competenza.

Di conseguenza le sedi, al fine di dare applicazione alla suddetta disposizione, in fase di acquisizione dei redditi dovranno ripartire manualmente gli importi arretrati per anno di competenza.

Con riferimento al periodo antecedente alla pubblicazione del presente messaggio e con particolare riguardo alle istanze di prestazione di invalidità civile respinte per applicazione del criterio di cassa, per le quali, applicando l’orientamento accolto, risulti invece spettante il diritto alla prestazione, in caso di ricorso o domanda di riesame saranno adottati i seguenti provvedimenti:

a) domanda respinta per la quale è pendente istanza di autotutela (domanda di riesame): la Sede dovrà accogliere l’istanza;

b) domanda respinta per la quale è pendente ricorso amministrativo al Comitato provinciale prima della seduta: la Sede dovrà riconoscere la prestazione in autotutela;

c) domanda respinta per la quale, a seguito di ricorso al Comitato provinciale e di accoglimento dello stesso, il Direttore di Sede abbia sospeso la delibera di esecuzione: dopo la trasmissione della sospensiva alla Direzione centrale sostegno alla non autosufficienza, invalidità civile e altre prestazioni, la medesima Direzione trasmetterà alla Sede competente formale invito di accogliere l’istanza in autotutela”.

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