Inps: tre sindacalisti criticano il “capo” e rischiano il licenziamento

Roma

Inps: tre sindacalisti criticano il “capo” e rischiano il licenziamento

 

In un paese come il nostro, che sventola la bandiera della democrazia, ma che di fatto la violenta ripetutamente, succede che tre rappresentanti sindacali rischiano il posto di lavoro per aver osato criticare “il capo”.

Il singolare provvedimento è stato preso dalla Direzione generale Inps, contro i tre delegati Usb i quali, in un comunicato hanno denunciato che “ il capo del personale autorizzava per sé stesso un prestito di 155.000,( 64.000 in più del massimo concedibile a un direttore generale).

Siccome in Italia vige la legge al rovescio, quella in cui i retti pagano per i disonesti, i sindacalisti ( Luigi Romagnoli, Vincenzo Campoli e Libero Ponticelli) sono stati immediatamente sottoposti a provvedimento disciplinare, con proposta di licenziamento senza preavviso, mentre nei confronti del farabutto dirigente non si è fatto assolutamente nulla. Il provvedimento verrà discusso il 12 settembre dietro segnalazione proprio del capo del personale Inps, oggetto di critiche acerbe. Tra le altre citazioni si denuncia una pubblica amministrazione che “protegge in modo omertoso i livelli apicali della burocrazia”, che nel frattempo provvede alla “riorganizzazione, esternalizzando, privatizzando i servizi e smantellando la previdenza pubblica”.

Per la fatidica data del 12 settembre la Usb organizzerà una manifestazione di protesta davanti alla direzione generale dell’inps

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