Inquinamento da nitrati, non è l’agricoltura a superare i limiti

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Inquinamento da nitrati, non è l’agricoltura a superare i limiti

L’ Assessore regionale all’Agricoltura del Piemonte Claudio Sacchetto, in merito alla situazione dei nitrati, ha dichiarato: “Da anni le Regioni del Nord vanno dicendo che il comparto agricolo non può essere l’unico responsabile della presenza di nitrati nelle acque. Industria e centri urbani contribuiscono attivamente all’innalzarsi dei valori riscontrati,
è giusto che si adeguino anch’essi”.

Da tempo gli Assessorati all’Agricoltura delle principali Regioni del nord Italia operano per una più equa ripartizione delle responsabilità nell’individuazione dei fattori provocanti l’inquinamento da azoto delle acque: negli ultimi anni è stato infatti additato il comparto rurale quale principale responsabile dell’inquinamento da nitrati, senza minimamente tenere in considerazione il ruolo svolto da altri settori della società civile, quali le strutture industriali o le reti fognarie dei grandi centri abitati.
A tal proposito la Commissione UE ha ricorso recentemente alla Corte di Giustizia contro l’Italia denunciandone la condotta non in linea con la direttiva del Consiglio sul trattamento delle acque reflue.
Nel 2011 erano più di 140 centri abitati di oltre 10 mila abitanti per i quali l’Italia non era in grado di accertare una sicura gestione dei reflui come richiesto dall’Ue (nonostante l’adeguamento alla normativa fosse da effettuarsi entro il 1998). Nemmeno a seguito degli interventi attuati la situazione è stata riportata a norma di legge: nonostante le misure adottate ancora una cinquantina di grandi città rimane fuori parametro.

L’Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto ha dichiarato: “Il ricorso della Commissione europea, pur non facendo onore all’Italia, concentra finalmente l’attenzione su un fenomeno da sempre al centro dell’attività di coloro che si occupano di agricoltura: la presenza dei composti d’azoto nelle acque non può e non deve essere imputato esclusivamente all’attività agricola, comparto che negli anni ha visto fortemente vincolata la propria azione dalla direttiva nitrati.

Non mi stancherò mai di dire che il comparto rurale è pronto ad assumersi le proprie responsabilità, ma non può farsi interamente carico di un fenomeno di inquinamento causato in gran parte dalla società civile (con gli impianti di scarico fognature) e dai processi attivati dai complessi industriali. Auspicando che l’Italia si rimetta presto in linea con la normativa europea, tali dati non possono che alleggerire, giustamente, il ruolo dell’agricoltura in tale partita”.

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