Interrogazione dell’On. Delfino (Udc) sull’applicazione della controversa Imu

Politica

Interrogazione dell’On. Delfino (Udc) sull’applicazione della controversa Imu

“Prendo atto positivamente dell’attivazione del tavolo di lavoro annunciato dal Sottosegretario Braga, perché ritengo che il metodo del confronto e dell’approfondimento tra i due Ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dell’Economia e delle finanze con le organizzazioni professionali possa consentire di fare chiarezza in ordine all’impatto di questa imposta per il mondo agricolo. Si tratta infatti di un aggravio molto pesante che metterà in grande difficoltà le aziende agricole. Pertanto, sono soddisfatto per la procedura che si sta seguendo e parzialmente soddisfatto dei risultati, confidando che in una prossima occasione si potrà dichiarare pienamente soddisfatto”.
Lo dichiara l’on. Teresio Delfino, all’esito della risposta del Governo all’interrogazione presentata in ordine alla forte penalizzazione per il settore agricolo derivata dall’introduzione della nuova imposta IMU.

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-06331
presentata da
TERESIO DELFINO
martedì 6 marzo 2012, seduta n.598

DELFINO. – Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.

– Per sapere – premesso che:

con l’entrata in vigore della Manovra Monti del dicembre 2011(decreto-legge n. 201 del 2011), è apparsa subito evidente la forte penalizzazione per il settore agricolo derivata dall’entrata in vigore della nuova imposta IMU;

in primo luogo si tratta di una «patrimoniale» che colpisce due volte i beni produttivi agricoli, una prima volta con la tassazione dei terreni e una seconda volta con l’ulteriore assoggettamento dei fabbricati rurali utilizzati nell’esercizio dell’impresa agricola, sia abitativi che strumentali;

risponde, infatti, ad un principio da sempre presente nell’ordinamento tributario, ed avallato dalle stesse pronunce dell’amministrazione finanziaria, che la capitalizzazione del reddito dominicale (attraverso l’applicazione di appositi coefficienti moltiplicatori ai valori del reddito dominicale) assorbe, ai fini della determinazione della base imponibile di un’imposta patrimoniale o sui trasferimenti, anche la redditività dei fabbricati strumentali asserviti al terreno;

il peso dell’imposta sul settore agricolo è oltremodo sperequato se si considera che a fronte di un’incidenza generale dell’IMU pari all’1,3 per cento del PIL (21,8 miliardi di euro di gettito su circa 1.600 miliardi di euro di PIL), corrisponde un aggravio per il comparto agricolo pari a circa 3 volte l’ordinario;

infatti, risulterebbe un gettito dell’IMU agricola tra 1,3 e 1,5 miliardi di euro che rapportati al valore aggiunto agricolo di circa 28 miliardi di euro comporterebbe un’incidenza del 4,3 per cento restando nella parte bassa della forchetta -:

quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato in merito all’impatto della citata normativa sul settore agricolo e quali iniziative intenda assumere, per quanto di competenza, per porre rimedio ai fattori di sperequazione indicati e sollecitare una più congrua considerazione dei fabbricati strumentali agricoli.

(5-06331)

RISPOSTA DEL GOVERNO
SOTTOSEGRETARIO MINISTERO POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI FRANCO BRAGA

TESTO DELLA RISPOSTA

L’interrogazione in titolo riguarda l’impatto della nuova imposta IMU sul settore agricolo e le iniziative da intraprendere al fine di renderla più equa possibile.
Al riguardo, vorrei evidenziare l’avvenuta attivazione di un apposito tavolo di lavoro, coordinato dal sottosegretario all’economia e alle finanze, Vieri Ceriani, cui partecipano, accanto alla Amministrazione che rappresento anche le organizzazioni agricole.
In tale contesto, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sostanzialmente, propone di lavorare su due livelli.
Il primo, per rendere meno impattante l’IMU per coloro che si dedicano all’agricoltura come attività prevalente, premiando così la professionalizzazione. Benché si tratti di un concetto già presente nella normativa recente, necessita tuttavia di essere rafforzato prevedendo un’ulteriore distanza tra imprenditori agricoli professionali/coltivatori diretti e meri proprietari di terreni.
L’altro livello in esame è, invece, diretto a limitare l’impatto dell’IMU sugli immobili strumentali in uso all’azienda agricola
Al riguardo, fermo restando che un primo risultato è già stato raggiunto con l’aliquota del 2 per 1000, evidenzio che sono tuttavia in corso confronti con il Ministero dell’economia e delle finanze proprio per verificare la possibilità che l’aliquota possa scendere ulteriormente.

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